Covid. La Regione Lazio chiede aiuto ai privai, ma ai medici non è stato rinnovato il contratto

Covid. La Regione Lazio chiede aiuto ai privai, ma ai medici non è stato rinnovato il contratto

Covid. La Regione Lazio chiede aiuto ai privai, ma ai medici non è stato rinnovato il contratto

Gentile Direttore,
anche nel Lazio gli ospedali sono al collasso e si chiede aiuto alle cliniche private, dove però ai medici non è stato rinnovato il contratto. La Cimop Lazio non ci sta. Eccolo il corto circuito di questa seconda ondata pandemica, dove la delegittimazione andata già in atto lo scorso anno per il cocciuto ostruzionismo di Aiop, si somma alla contingenza drammatica di professionisti chiamati in trincea per la pandemia ma senza il giusto e dovuto riconoscimento.

Come è noto, le strutture pubbliche laziali sono allo stremo, quindi sono costrette a individuare una fisiologica alternativa. E'il caso del San Camillo da dove lo scorso 5 novembre è partita una richiesta di "manifestazione di interesse delle strutture private per disponibilità ad ospitare discipline chirurgiche".

Chiariamo un punto: il giuramento di Ippocrate è la nostra stella polare, per cui non una goccia di impegno e sudore verrà risparmiata dai medici della sanità privata, che già in occasione della prima ondata hanno dato una dimostrazione di unità e dedizione alla causa, pagando in prima persona un prezzo. Al contempo, però, non posso esimermi dal certificare come le parti datoriali di Aiop proseguano nel non riconoscerci il diritto inespugnabile del rinnovo del contratto che invece è stato ratificato lo scorso 7 ottobre da Aris.

Una disparità di strategia incomprensibile e a tratti discriminatoria, se solo si pensa che invece ai non medici è stato rinnovato. Si tratta di un atteggiamento incomprensibile, portato avanti nel silenzio delle altre istituzioni che forse non hanno focalizzato quale ingiustizia sia stata a noi perpetrata. Voglio ricordare che in molti altri Paesi, al netto delle difficoltà generali che tutti stanno riscontrando nell'affrontare l'emergenza, si assiste ad una mobilitazione di carattere unitario, al fine di coinvolgere le singole professionalità e non mortificarle così come purtroppo sta accadendo in Italia ai medici della sanità privata.

La Cimop anche in Lazio è pronta a fornire il suo consueto contributo, denso e responsabile, ma non farà un passo indietro dinanzi a delegittimazioni come quella attuata da Aiop, nella consapevolezza che esistono valori non negoziabili che attengono alla dignità umana e professionale. Gli angeli anti Covid, da tutti osannati, adesso chiedono solo il dovuto.

Stefano Neri
Segretario regionale CIMOP Lazio

11 Novembre 2020

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