Da “non medici” a “non professionisti”

Da “non medici” a “non professionisti”

Da “non medici” a “non professionisti”

Gentile direttore,
a conclusione dei lavori del 19° Congresso dei Tecnici di Radiologia Medica tenutosi a Vicenza nello scorso weekend va rilevato che all’interno delle quattro sessioni in cui si è articolato nulla si è nemmeno accennato riguardo gli scottanti (da ormai più di vent’anni) temi della giustificazione e della ottimizzazione degli esami radiologici che, ancora detenuti in “ostaggio” dai medici radiologi, rendono i professionisti TSRM, di fatto dei “non – professionisti”.

Situazione che peraltro rende di fatto inattuabili le ipotesi pomposamente presentate al Congresso dall’assessore Donini (“Occorre una quantità di professionisti adeguata alla domanda di salute e assicurarsi che i professionisti siano valorizzati anche con una remunerazione che non può essere quella di oggi”).

Sterili gli auspici del ministro Speranza (“Quella dei TSRM è stata una scelta responsabile e lungimirante, che col tempo darà i suoi frutti”) e quasi macchiettistiche le affermazioni del presidente Fnomceo Anelli (“Con la legge 3 del 2018 Gli ordini si sono trasformati in articolazioni dello stato. Questo dà maggiore autorevolezza a tutti i professionisti”).

Alla luce di ciò risulta impossibile non domandare a tutta la platea di colleghi radiographers: se deve essere maggiore l’imbarazzo di continuare a sollevare questi temi fuori dal coro, o quello dei rappresentanti apicali dell’ordine multi-professionale (ancora ben “controllato” dai TSRM) di non parlarne?

C’è addirittura chi tra questi ancora noiosamente contesta l’estensivo utilizzo dell’appellativo “non medici”.

Ma costoro invece che preoccuparsi di non sentirsi dei “non medici” e di sentirsi oltraggiati da tale utilizzo di termini ordinari della lingua Italiana, ma tenendo conto di essere partiti da una delle prime, storiche professioni sanitarie, dovrebbero preoccuparsi di risultare a tutt’oggi a norma di legge il fanalino di coda del maxi-ordine, ossia l’unico profilo professionale incapace di esercitare le competenze di conferma del trattamento richiesto dal prescrivente (che gli infermieri ora giustamente vorrebbero diventare) ed alla esecuzione in proprio delle attività tipizzanti la professione: in buona sostanza, e con buona pace di ampia rassegna normativa recente (l. 42/99, l.251/00, l.43/06) …un vero, autentico ed indubbio … profilo ancillare.

Dott. Calogero Spada
TSRM – Dottore Magistrale

 

28 Settembre 2022

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