Dai pannolini ai pannoloni

Dai pannolini ai pannoloni

Dai pannolini ai pannoloni

Gentile Direttore,
le scrivo come presidente di FEDER.S.P.e V. (Federazione Nazionale Sanitari Pensionati e Vedove), l’unica associazione sindacale che non si occupa solo di titolari di pensione, ma si fa carico istituzionalmente anche dei problemi delle vedove/i, che entrano a far parte in prima persona degli organi direttivi. Di recente abbiamo presentato dei dati sui progetti europei per gli over 65 e dei dati su come sia importante gestire al meglio il passaggio della nostra esistenza dai pannolini ai pannoloni con un iter di cura della Persona che ne rallenti la dipendenza da altri. Previdenza, Sanità, Assistenza sono i tre punti per noi di agenda urgente per l’Italia, tra disuguaglianza e mancate tutele.

Nel PNRR sono previsti diversi interventi, in particolare nelle Missioni 5 e 6, per ridurre i divari territoriali, potenziare la rete di prossimità, la medicina generale, le strutture sanitarie e la telemedicina. E’ necessario essere al passo con le linee guida della ‘Strategia Europea per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030’ e sui punti della ‘Strategia Europea per l’Assistenza’. Abbiamo discusso con i nostri associati sui dati dello studio del network EUROHEALTHNET intitolato “Disuguaglianze sociali in materia di salute nell’UE” che è stato redatto in collaborazione con il Centro per l’analisi dell’equità sanitaria (CHAIN), cofinanziato dalla Commissione europea e basato sui più recenti dati comparabili provenienti da tutta l’Unione Europea. Questo rapporto conferma sia l’entità delle disuguaglianze sanitarie sia le forze sociali ed economiche che le determinano. Queste lacune sanitarie minano i nostri valori europei condivisi, indeboliscono la competitività economica e riducono la resilienza di fronte alle crisi geopolitiche e ambientali.

Non è dunque un problema solo italiano, è una sfida aperta europea, in cui gli over 65 sono in aumento e c’è necessità di creare una sinergia per rendere sostenibile e ben organizzata la cura sanitaria con un patto aperto con le famiglie, con le associazioni di volontariato e con i cittadini stessi, oltre che con gli operatori sanitari. Occorre infatti evitare sprechi ed errato utilizzo di medicinali, evitare un utilizzo errato dei servizi di supporto sanitari. Inutile è infatti la cultura dell’iper-medicalizzazione, la corsa allo specialista bypassando il medico di base è errata.

Molti dei problemi in Sanità sono dovuti ad un utilizzo improprio da parte dei cittadini stessi, occorre fare “cultura della salute” dai pannolini ai pannoloni per tutte le fasce di età in modo che le risorse sia umane che tecnologiche non vengano depauperate da un utilizzo insano. Chi prenota esami e non si presenta e non avvisa o non disdice, contribuisce a creare liste di attesa; chi non sa utilizzare le piattaforme on line per le prenotazioni o le sovrautilizza per esami non necessari, crea problemi agli altri cittadini. Servono interventi di alfabetizzazione digitale, di cittadinanza digitale, progetti contro l’ageismo imperante da contrastare, assistenza per i gap tecnologici per gli over 65.

Ci sono diversi progetti europei a supporto, basterebbe imparare a lavorare in rete. Ecco perché ribadiamo pure la necessità di un’anagrafe e di un osservatorio nazionale dei contributi assistenziali elargiti ai cittadini in modo da evitare sprechi e monitorare le risorse destinate alle famiglie da Comuni, Regioni, Stato, anagrafe che, ad oggi, non esiste.

Prof. Michele Poerio
Presidente della FEDER.S.P.e V.

06 Ottobre 2025

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