Dalla diagnosi alla predizione: l’AI che rivoluziona la medicina  

Dalla diagnosi alla predizione: l’AI che rivoluziona la medicina  

Dalla diagnosi alla predizione: l’AI che rivoluziona la medicina  

Gentile Direttore,
quasi ogni giorno leggiamo di come l’Intelligenza Artificiale stia rivoluzionando la qualità della vita e del lavoro delle persone: dall’industria alla ricerca, fino alla medicina. In un mio precedente articolo sottolineavo il ruolo che l’AI avrebbe avuto nello sviluppo di nuovi farmaci; da allora i progressi sono stati straordinari. Proprio in questi giorni Nature ha pubblicato un lavoro che racconta l’impatto di un modello avanzato, chiamato Delphi-2M, destinato a segnare una svolta nella storia clinica di milioni di persone.

Questa tecnologia generativa è in grado di prevedere l’evoluzione di oltre mille malattie umane. Funziona con algoritmi simili a quelli che alimentano i moderni motori di AI, ma adattati in modo specifico al settore medico. Analizzando enormi quantità di dati sanitari real-world e imparando a riconoscere come e quando le diverse patologie si presentano e si sviluppano nel tempo, Delphi-2M consentirà ai medici non solo di diagnosticare più rapidamente, ma soprattutto di anticipare quali malattie potrebbero insorgere in futuro in un paziente specifico, aprendo la strada a interventi tempestivi e personalizzati.

Per addestrare il sistema, gli scienziati lo hanno alimentato con milioni di cartelle cliniche digitalizzate, alla ricerca di pattern nascosti. Il modello è stato sviluppato su due grandi archivi: la UK Biobank (400.000 persone) e i registri sanitari danesi (1,9 milioni di individui). Ogni cartella contiene informazioni dettagliate su diagnosi, date di insorgenza e sequenze di malattie: elementi cruciali per costruire una mappa dinamica della salute. Il cuore di Delphi-2M risiede proprio in questa capacità: comprendere non solo quali malattie compaiono insieme, ma anche l’ordine con cui si manifestano. Un aspetto decisivo per prevedere l’evoluzione futura della salute. Così, ad esempio, se un paziente presenta una determinata patologia A, il modello può stimare con che probabilità e in quale arco temporale potrebbe sviluppare la malattia B. Una volta “imparati” questi schemi, il sistema può simulare scenari futuri fino a vent’anni di anticipo, tracciando possibili traiettorie individuali e fornendo ai clinici previsioni personalizzate a supporto della medicina preventiva.

Dal punto di vista tecnico, Delphi-2M utilizza trasformatori generativi, una delle forme più avanzate di deep learning. Il modello prende in input sequenze temporali di diagnosi codificate con relative date di insorgenza, imparando a riconoscere le complesse dipendenze tra eventi sanitari nel tempo. In questo modo è in grado di prevedere quali malattie possano presentarsi, con quale probabilità e in quale ordine temporale.

Le previsioni si traducono in distribuzioni probabilistiche sulle possibili traiettorie di malattia di un individuo, simulando diversi scenari fino a 20 anni avanti. L’addestramento avviene su dataset multimilionari con tecniche di ottimizzazione che bilanciano accuratezza e coerenza temporale delle predizioni. Inoltre, Delphi-2M integra metodologie di AI spiegabile, come le attention maps, che evidenziano quali eventi passati influenzano maggiormente le previsioni, garantendo trasparenza e interpretabilità delle decisioni.

In sintesi, i modelli predittivi basati sull’analisi delle cartelle cliniche con trasformatori generativi rappresentano un’innovazione epocale: partendo da dati reali e dettagliati, riescono a prevedere con largo anticipo l’evoluzione personalizzata delle malattie. Una prospettiva che apre nuove frontiere alla prevenzione e a una medicina su misura, capace di anticipare i bisogni di salute delle persone invece di inseguirli.

Massimiliano Bruno Cinque
Dottore in Farmacia

30 Settembre 2025

© Riproduzione riservata

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...