Dalla parte degli specializzandi

Dalla parte degli specializzandi

Dalla parte degli specializzandi

Gentile Direttore,
la recente astensione degli specializzandi padovani, seppure di un solo giorno, ha dimostrato ancora una volta che anche chi si ritrova ad essere il più debole nel complicato treno assistenziale, detiene un potere contrattuale sotterraneo. Non basta rivendicare principi sacrosanti, servono azioni. Ma questa astensione ha un significato particolare. Ha fatto ripensare a quella eclatante del 2002, quando per due mesi gli specializzandi di tutta Italia incrociarono le braccia per la mancata applicazione del DL 368/99 che recependo la normativa europea, oltre a precisi obiettivi formativi, doveva sostituire con contratti di lavoro le vecchie borse di studio, bloccate fino al 2006.
 
Ero uno di loro, e voglio ricordare ai medici più giovani che non fu solo una sospensione di attività, urgenze incluse, si associarono manifestazioni e assemblee in aule stracolme, interviste in TV con servizi girati anche a Padova, una vera e propria “marcia su Roma” in 12000 camici (padovani in testa con striscione), una sonora manifestazione a tamburi battenti sotto al Senato, persino colleghi di altre città che intrapresero uno sciopero della fame. “Adotta un medico specializzando: non si ammala, non si riproduce, non va in pensione, paga le tasse ed è autodidatta”, “la salute dell’Italia siamo noi”, erano gli slogan.

Da lavoratori, ritenuti studenti, chiedevamo giustizia e dignità per la nostra professione e per la salute dei cittadini. Una vera contestazione, storica ed esemplare, che non spense successive proteste, dove unità e fermezza di noi giovani medici di allora contribuirono alla consapevolezza del nostro ruolo e a diventare un problema politico. Evitammo ulteriori ritardi, ed è anche per questo che oggi gli specializzandi hanno il loro contratto. E con tutta la sequela di ricorsi vinti contro Università e Ministero, milioni di euro rimborsati.

Bisogna arrivare a tanto per rivendicare i propri diritti? Sì. Dopo diciotto anni da quelle manifestazioni, le recenti accuse agli specializzandi padovani – poi ritrattate pro bono pacis – su un loro irreale ruolo nel contagio intraospedaliero da coronavirus da autentica caccia alle streghe, fanno ancora riflettere. Purtroppo il lupo perde il pelo ma non il vizio: specializzando? zitto e lavora.

A riprova di quanto ingiustamente proclamato, hanno destato ulteriore sconcerto truppe e fazioni minori impennatesi al grido del comandante, con dichiarazioni coram populo di professori e primari che non facevano solo da grancassa a imbarazzanti repliche, ma che con rituali posizioni di scuderia risuonavano anacronistiche, grottesche e ancora più inopportune per l’intera categoria, delineando uno scenario austero, dagli aspetti opachi. Parole pesanti come macigni, poiché, come disse un famoso scrittore, il peggio non è infatti quello che si dice ma cosa che si pensa.

Ora gli specializzandi annunciano che “non ci saranno minacce di ritorsioni che tengano”. Già allora, da “studenti”, non potevamo accettare ricatti, omertà, burocrazia, intimidazioni, con tutto il loro corteo di accoliti non si sa bene a che pro.

Ben vengano scuse e promesse, ma serviranno documenti e concrete attuazioni. La retromarcia deve essere totale e i ringraziamenti non devono nemmeno servire a una fuorviante captatio benevolentiae. Con tutti gli anni di vita lavorativa che abbiamo davanti servirà sempre di più l'unità di tutti i medici, giovani e meno giovani.

Mirko Schipilliti
Coordinatore provinciale Anaao Assomed Padova

12 Maggio 2020

© Riproduzione riservata

Tempo di bilancio: questo l’infausto costo del personale della ricerca sanitaria
Tempo di bilancio: questo l’infausto costo del personale della ricerca sanitaria

Gentile Direttore, mentre nelle aule parlamentari si discute di capitoli di spesa, decimali di PIL e tabelle contabili della Manovra 2027, c’è un comparto del nostro Servizio Sanitario Nazionale che...

Parliamo di patologie psichiatriche gravi e violenza
Parliamo di patologie psichiatriche gravi e violenza

Gentile Direttore, È importante tornare sulla questione della possibile violenza di persone con patologie psichiatriche gravi, spesso riproposta dalle cronache dei giornali. È infatti un ambito che ci chiarisce in...

Teleradiologia, innovare sì. Ma senza scorciatoie sulla sicurezza delle cure
Teleradiologia, innovare sì. Ma senza scorciatoie sulla sicurezza delle cure

Gentile Direttore, il 15 ottobre si è conclusa la consultazione promossa da Agenas sulla bozza del “Documento di Indirizzo per lo sviluppo e la gestione della Teleradiologia”. Un’iniziativa importante, che...

Case della Comunità, la sfida della diagnosi tra nuovi accessi e rischio di ritardi
Case della Comunità, la sfida della diagnosi tra nuovi accessi e rischio di ritardi

Gentile Direttore, il dibattito sulle Case della Comunità (CdC) si concentra su dotazioni, standard e personale, mentre resta in ombra un problema che tocca da vicino il medico di MG,...