Dalla parte di mamma e bambino. Superiamo le polemiche

Dalla parte di mamma e bambino. Superiamo le polemiche

Dalla parte di mamma e bambino. Superiamo le polemiche

Gentile direttore,
sono medico dal 1977 e ho prevalentemente svolto il lavoro di medico di famiglia, accanto all'impegno di ricerca scientifica sulla fisiologia dell'esercizio e la sua applicazione in medicina interna. Ho sempre seguito con molto interesse e scrupolo il dibattito sul percorso nascita sicura, proprio perché la mia principale caratteristica è la vicinanza al Paziente in ogni aspetto e momento della vita. Ciò necessariamente include anche un'azione di educazione alla salute.
 
Sono sicura che tutti i protagonisti delle varie proposte hanno il comune intento della protezione della madre e della vita nascente e per tale motivo mi sento in dovere di scriverle, soprattutto dopo l'articolo della Presidente della federazione delle ostetriche, Maria Vicario e la replica dell'onorevole Paola Binetti.
 
Riconosco l'alto grado di professionalità delle ostetriche, molto aggiornate e sempre vicine alle donne. Riconosco anche gli eccessi interventistici spesso praticati, soprattutto in passato, dai medici.
 
Ritengo lodevole l'invito dell'onorevole Binetti, rivolto ad ogni figura professionale pertinente, in modo da affrontare assieme il problema della sicurezza del parto, usando il progresso scientifico in maniera non invadente, non invasiva ma efficace. Questo si può ottenere solo con un lavoro di équipe, mettendo assieme le proprie competenze, evitando ogni conflittualità e non estremizzando le proprie posizioni.
 
La centralità del ruolo dell'ostetrica non può essere esclusiva antitetica con quello del medico specialista per i seguenti motivi:
 
– La sicurezza deriva sempre dalla collaborazione delle diverse figure professionali. Anche nella mia esperienza personale di madre non ricordo assolutamente divergenze o sovrapposizione di ruoli tra la mia bravissima ostetrica ed il ginecologo.
 
– Certamente la maggioranza dei parti, che seguono ad una gravidanza fisiologica, sono eventi naturali che non hanno bisogno dell'intervento medico. Tuttavia ci sono delle complicanze che possono insorgere, sono imprevedibili ma sono anche urgenti e ad evoluzione rapidissima e spesso drammatica se non si interviene nell'ambiente e nei modi corretti.
 
– C'è un forte indice di denatalità in Italia ma c'è anche un aumento dell'età delle gestanti, di donne quindi che, sebbene in buona salute, possono avere in atto quel grado di trasformazioni fisiologiche proprie dell'età che potrebbero influire negativamente sull'andamento del travaglio e del parto.


 


– C'è un contributo alla natalità dato dalle popolazioni immigrate, la cui storia clinica a volte non è del tutto chiara, ancor meno l'anamnesi familiare.
 
Mi sento in dovere di andare oltre e chiedere al legislatore e agli esperti di tenere presente nella discussione anche la distribuzione dei punti nascita, in modo da farli rispondere ai criteri di sicurezza senza trascurare la loro posizione geografica. Un'elementare analisi di “geopolitica sanitaria” renderebbe più agevole l'accesso alla sala parto ospedaliera e contrasterebbe la tendenza, debbo dire tanto sostenuta da alcune ostetriche, a parti a domicilio o in strutture non rispondenti ai criteri di sicurezza richiesti giustamente agli ospedali.
 
Altrettanto doveroso è chiedere alle università la giusta formazione scientifica ma anche umana di tutti e a maggior ragione di chi deve favorire la vita nascente, richiamando anche ciascuno alle proprie competenze e ai limiti delle stesse.
 
Sono certa che la dottoressa Vicario, che ha così bene relazionato sulla formazione delle ostetriche, sarà sensibile alle mie riflessioni e altrettanto l'onorevole Binetti, perché il fine ultimo è la sicurezza  dei due attori del parto: madre e bimbo.
 
Dott. Paola Virginia Gigliotti

23 Marzo 2016

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