Ddl Lorenzin. Alcuni dubbi sul processo di “accorpamento” degli Ordini

Ddl Lorenzin. Alcuni dubbi sul processo di “accorpamento” degli Ordini

Ddl Lorenzin. Alcuni dubbi sul processo di “accorpamento” degli Ordini

Gentile Direttore,
dall'ultimo disegno di legge sulla riorganizzazione degli Ordini (cosiddetto Ddl Lorenzin) sembrerebbe emergere l'ipotesi di una sorta di "accorpamento" degli Ordini numericamente più piccoli. Ora, premesso che la questione "riforma degli Ordini Professionali" è sicuramente un argomento da affrontare e considerato che tutti gli Ordini Professionali – per loro natura – debbano poter operare in totale indipendenza e autonomia; non riesco proprio a comprendere il fine di quest'opera di "centralizzazione" che il ddl vorrebbe mettere in atto.

Il primo compito di un Ordine è quello di "…tutelare gli interessi pubblici, garantiti dall'ordinamento, connessi all'esercizio professionale…", ponendo l'attenzione sia su Chi eroga la propria prestazione professionale ma anche ( per non dire soprattutto ) su Chi "usufruisce" di tale prestazione.

In quest'ottica mi pare abbastanza scontato che l'Ente Ordine, al fine di svolgere nel migliore dei modi il compito sopra descritto, debba necessariamente essere ben radicato nel territorio in cui opera e conoscerne tutte le problematiche ( sociali e non ); compito tutt'altro che semplice già nell'attuale dimensione Provinciale, figuriamoci in quella Regionale o, peggio ancora, extra-Regionale.

Tale soluzione, infatti, potrebbe rivelarsi non solo inutile ( non è centralizzando che si garantisce l'autonomia e si limitano eventuali sprechi ), ma addiruttura controproducente sia per i Professionisti sia per i Cittadini che, inevitabilmente, finirebbero per sentirsi poco rappresentati e tutelati da un'Istituzione che, invece, nasce proprio con tali finalità.

Mi auguro, pertanto, che almeno per una volta si possa davvero ragionare in modo costruttivo, al fine di non privare la Comunità di una "Risorsa" che, se ben gestita, potrebbe effettivamente contribuire a curare il rapporto Medico-Paziente, sempre più infettato da un germe che si chiama diffidenza e che si nutre di distanze e di mancanza di dialogo.
 
Zairo Ferrante
Dirigente Medico in Radiodiagnostica e Radiologia Interventistica
Az. Ospedaliero-Universitaria di Ferrara
Membro Supplente Collegio Revisori dei Conti e Membro Commissione Giovani – OMCEO Ferrara

06 Ottobre 2017

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