Ddl Lorenzin. Si regolamenti il ruolo degli osteopati qualificati

Ddl Lorenzin. Si regolamenti il ruolo degli osteopati qualificati

Ddl Lorenzin. Si regolamenti il ruolo degli osteopati qualificati

Gentile direttore,
ho l'impressione che nel recente dibattito in merito agli emendamenti al DDL Lorenzin per la regolamentazione dell'osteopatia, la foga con cui le parti difendono la propria posizione rischi di confondere gli obiettivi fondamentali dell'iniziativa parlamentare. Tra questi e innanzitutto, il ruolo legislativo a tutela della salute dei cittadini nel garantire funzioni e competenze sanitarie chiare e tracciabili.
 
Non senza qualche attendibilità i colleghi fisioterapisti lamentano il rischio di una sanatoria indistinta, forse memori di qualche analogo provvedimento del passato. In termini più costruttivi, essi potrebbero richiamarsi a una regolamentazione che esiga requisiti formali rigorosi. Come, ad esempio, la certificazione delle competenze conseguite presso Istituti autorizzati all'insegnamento in Italia o all'estero; l'attestazione dell'esercizio pluriennale della professione per cui si richiede abilitazione e in virtù della quale sono state versate le tasse all'erario (IVA compresa); anche le interazioni sanitarie interprofessionali, tanto in ambito formativo che operativo, paiono elementi utili e qualificanti.
 
Le professioni della salute potrebbero accogliere senza difficoltà un nuovo ordine nell'attuale confusione professionale. Le stesse, se non altro per ragioni deontologiche, dovrebbero sostenere anziché osteggiare la definizione di compenze selezionate per le attività assistenziali, specie se distinte rispetto alla propria professionalità come nel caso dell'osteopatia. Infatti, il protrarsi dell'attuale vuoto normativo potrà ulteriormente nuocere tanto alle professioni sanitarie quanto a quelle che aspirano a tale ruolo, esponendo il cittadino al proliferare di operatori sedicenti e senza requisiti adeguati. E su questa evidenza, penso che si possa essere tutti d'accordo.
 
Come dimostra l'esperienza europea, il riconoscimento dell'osteopatia ha comportato ovunque una selezione. Perchè non collaboriamo perché questo avvenga anche in Italia? Penso che in una fase di riforme fondamentali come quella attuale occorra avere fiducia nelle Istituzioni democratiche e fornire un apporto costruttivo anzichè negare pregiudizialmente e indistintamente ogni innovazione legislativa.
 
Gli stessi osteopati dovrebbero, a mio parere, essere disponibili ad entrare in contatto con la realtà istituzionale del nostro Paese, senza limitarsi a reclamare dei diritti ma fornendo esempi di correttezza culturale, associativa e deontologica. Paradossalmente, infatti, la precarietà e l'assenza di regole conferisce libertà inaccettabili, come lo svolgimento di mansioni non pertinenti alle proprie competenze, il riconoscimento di corsi che solo le autorità possono accreditare o l'omessa dichiarazione dell'oggetto delle proprie prestazioni.
 
Forse non è ancora immaginabile un sodalizio tra fisioterapisti e osteopati, eccezion fatta per quella strana alleanza di coloro che nei due schieramenti lavorano contro l'innovazione allo scopo di conservare i propri privilegi più o meno legalizzati. Gli uni negando il diritto dei presunti concorrenti, gli altri negando in qualche caso le funzioni sanitarie dell'osteopatia (v. precedenti interventi). E' invece auspicabile aspettarsi da una riforma che miri al riordino delle categorie sanitarie iniziative a favore dell'efficienza, in prospettiva interdisciplinare e di migliore formazione culturale per tutte le pratiche assistenziali. Osteopatia compresa.
 
Mi auguro che l'attuale legislatore sappia realizzare con coraggio tali aspettative, in collaborazione con i soggetti effettivamente qualificati e accreditati negli specifici settori, non limitandosi a operazioni di opportunismo ideologico che non trovino realizzazione conforme e operativa nella disciplina sanitaria. Auspico, cioè, che si possa regolamentare il ruolo sanitario di primo contatto per gli osteopati qualificati che possano certificare la propria formazione e documentare lo svolgimento della loro attività in termini eclusivi, ovvero altamente professionali.
 
Luciano Doniaquio
Osteopata / Fisioterapista/ Formatore in Genova.

12 Marzo 2016

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