Defibrillatori extraospedalieri. Sbloccare legge ferma in Senato

Defibrillatori extraospedalieri. Sbloccare legge ferma in Senato

Defibrillatori extraospedalieri. Sbloccare legge ferma in Senato

Gentile direttore,
il disegno di legge che riforma e promuove la diffusione e l’uso dei defibrillatori semiautomatici (DAE) e agevola il primo soccorso da parte della popolazione in caso di arresto cardiaco è ancora fermo nella Commissione Igiene e Sanità del Senato.

Per concludere l’iter, dopo l’ok ottenuto della Camera oltre un anno fa, è infatti necessario il parere della Commissione Bilancio del Senato che deve sbloccare gli ultimi passaggi.

E’ davvero importante che questa legge veda la luce: in modo virtuoso le forze politiche hanno trovato un’intesa sui contenuti testo ed è fondamentale percorrere gli ultimi metri, per evitare che vada perduto tutto il lavoro prezioso del Parlamento; lavoro intenso, avviato nel 2019, anche attraverso il coinvolgimento di esperti, medici e associazioni scientifiche e di volontariato impegnate nel primo soccorso e nella rianimazione cardiopolmonare.
 
Il disegno di legge introduce novità fondamentali per migliorare il primo soccorso e quindi aumentare la sopravvivenza all’arresto cardiaco, come la tutela legale del soccorritore, la maggiore diffusione dei DAE, la formazione obbligatoria a scuola sul primo soccorso e la rianimazione cardiopolmonare, la realizzazione di un’applicazione per la geolocalizzazione dei DAE, che possa aiutare a individuarli quando ce n’è bisogno, l’obbligo per il 118 di fornire alle persone che hanno segnalato l’emergenza le istruzioni telefoniche per riconoscere l’arresto cardiaco, per fare il massaggio cardiaco e per utilizzare il DAE.

Si tratta di innovazioni vitali e decisive se si considera che solo nel 15% dei casi le persone che assistono a un arresto cardiaco sono in grado di riconoscerlo e di iniziare subito le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Con la diffusione di una maggiore consapevolezza sul tema si potrebbero salvare molte delle 60.000 vittime di arresto cardiaco che si registrano in Italia ogni anno.

Per far in modo che la legge possa funzionare al meglio sarà importante introdurre, dopo la sua approvazione, indicazioni attuative precise e concrete a salvaguardia degli aspetti più importanti come l’immunità giuridica del soccorritore (chi interviene in caso di arresto cardiaco sta provando a salvare una vita e deve essere tutelato dalla legge) e la formazione scolastica obbligatoria sulla rianimazione cardiopolmonare. Da definire, inoltre, alcuni punti che la legge attuale non prevede, come l’introduzione di registri epidemiologici sugli arresti cardiaci, fondamentali per capire dove i DAE possono essere più utili per salvare vite.
 
Molto è stato fatto per aumentare l’attenzione e la consapevolezza sulla rianimazione cardiopolmonare e ora si tratta di rimuovere gli ultimi ostacoli per introdurre una “legge di civiltà” che va a beneficio della salute pubblica. Come presidente di Italian Resuscitation Council, Gruppo Italiano per la Rianimazione Cardiopolmonare, che riunisce medici e infermieri esperti nel settore e che ha partecipato alla costruzione del testo del disegno di legge con audizioni alla Camera, rinnovo la nostra disponibilità a collaborare con le istituzioni per migliorare il primo soccorso in Italia.

L’approvazione della legge darebbe a tutti (istituzioni, medici, operatori sanitari e cittadino) uno strumento essenziale per poterlo fare con maggiore efficacia.
 
Giuseppe Ristagno
Presidente di Italian Resuscitation Council

Giuseppe Ristagno

18 Settembre 2020

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