Disagio psicologico, le proposte di FdI

Disagio psicologico, le proposte di FdI

Disagio psicologico, le proposte di FdI

Gentile direttore,
recentemente il presidente nazionale dell’Ordine degli Psicologi, David Lazzari, ha indirizzato un appello alle forze politiche affinché potesse essere data la giusta attenzione ai bisogni e ai problemi psicologici della popolazione, nell’ambito dei programmi elettorali e delle azioni da porre in essere nel corso della prossima Legislatura.

Il presidente del mio partito, Giorgia Meloni, ha attenzionato con molto piacere i contenuti dell’appello e mi ha incaricata, in ragione del ruolo da me ricoperto in sede isttuzionale e di partito, e in coerenza con la mia sensibilità verso la materia in questione, di dare riscontro a queste importanti tematiche mediante l’esposizione delle “cure” individuate da Fratelli d’Italia per tale delicato settore.

Interventi tanto importanti quanto complessi, la cui trattazione deve avvenire mediante la concretezza di programmi centrati sui reali bisogni della popolazione. È proprio in ragione di ciò che ritengo quanto mai opportuno esporre, nello specifico di tale materia, il programma di Fratelli d’Italia stilato per le prossime elezioni politiche.

L’Italia è la nazione in Europa che investe meno nella salute mentale; si destina il 3,5% della spesa sanitaria, diversamente da quanto fanno nazioni come Francia, Germania e Regno Unito, le quali impegnano tra il 10% e il 15% di altrettanta voce di spesa. La salute mentale e il benessere psicologico sono da sempre la cenerentola dei servizi nel Sistema Sanitario Nazionale (Ssn) e, durante la pandemia, inevitabilmente, si è pagato lo scotto della scarsa attenzione dimostrata anche dai Governi che si sono succeduti negli anni passati.

Lo stesso Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha più volte affermato l’esistenza di un’emergenza in tema di innalzamento delle psicopatologie – quali disturbi d’ansia, attacchi di panico, depressioni, dipendenze patologiche da droghe e comportamentali, con particolare riguardo alle dipendenze dalle nuove tecnologie – aggravata dalle conseguenze derivanti dalla pandemia da Covid-19. Nello specifico dei giovani e dei bambini, le restrizioni sanitarie hanno impedito o limitato la frequenza della scuola in presenza, così come lo svolgimento delle attività psicofisiche preziose per il loro sviluppo. Nei casi più difficili, il distanziamento fisico ha portato a conseguenze traumatiche come l’aumento degli atti di autolesionismo e di tentati suicidi tra gli adolescenti: problematica evidenziata dai reparti di neuropsichiatria infantile come quello dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

Purtroppo, pare che le cure psicologiche e psichiatriche, troppo spesso, siano state considerate un accessorio sanitario rivolto a un numero esiguo di persone, nonostante già prima della pandemia si stimasse che, tra dieci anni, le psicopatologie supereranno le patologie cardiovascolari. Lo stesso Word Economic Forum ha posto il disagio psicologico tra i rischi dell’umanità, sottolineando le ripercussioni sulle dinamiche sociali e nell’economia.

L’attenzione alle cure del benessere psicologico è fondamentale per garantire la salute delle persone ma, altresì, per migliorare la qualità delle relazioni, della convivenza e della vita, incidendo sui percorsi di affermazione e realizzazione nel contesto lavorativo. Peraltro, la London School of Economics ha dimostrato che, ad ogni sterlina investita in interventi che alleviano dalla sofferenza e favoriscono il benessere psicologico, corrispondono otto sterline in produttività lavorativa e di minori spese sanitarie. Nonostante tali evidenze scientifiche, il PNRR, circa la programmazione della riforma dell’assistenza territoriale, presenta un vulnus estremamente rilevante concernente la scarsa attenzione riconosciuta all’area della salute mentale, della neuropsichiatria infantile, delle dipendenze, le quali vengono proposte come raccomandate e non obbligatorie all’interno delle case di comunità.

In ragione di ciò, a oltre 40 anni dalla legge istitutiva del SSN, riteniamo che sia assolutamente importante innovare e potenziare i servizi di salute mentale, la neuropsichiatria infantile e i servizi per le dipendenze patologiche, oltre che indispensabile creare una rete per la prevenzione e promozione del benessere psicologico, in grado di fare perno sulla scuola, nelle cure primarie e sui servizi del welfare. Il bonus psicologico, che abbiamo sostenuto in Parlamento, è un primo passo per dare attenzione al bisogno insoddisfatto di cura del benessere psichico ma, evidentemente, non è né sufficiente né esaustivo. Le nostre proposte prevedono l’introduzione dello Psicologo Scolastico nell’organico della scuola, così come il potenziamento delle cure primarie, mediante l’affiancamento, ai Medici di Medicina Generale e ai Pediatri di libera scelta, del cosiddetto Psicologo di Base, oltre alla proposta di legge sulla convenzionabilità della psicoterapia.

Vogliamo costruire uno Stato che garantisca i servizi socio-sanitari per aiutare effettivamente le persone a superare le difficoltà psicologiche e, così facendo, prevenire anche manifestazioni psichiatriche più gravi. È in gioco la salute degli italiani, la possibilità di stare meglio con se stessi e con gli altri, di vivere una vita piena e soddisfacente, per far sentire realizzate le persone che, attivamente, dovranno partecipare a risollevare l’Italia.

On. Maria Teresa Bellucci
Deputata di Fratelli d’Italia
Capogruppo in Commissione XII Affari Sociali e in Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza
Responsabile nazionale “Terzo Settore e Dipendenze Patologiche” di Fratelli d’Italia
Psicologa e Psicoterapeuta

13 Settembre 2022

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