DM 71: pronti, partenza … via

DM 71: pronti, partenza … via

DM 71: pronti, partenza … via

Gentile Direttore,
oramai, tra fumate nere e nuovi incontri programmatici, siamo al volano di lancio della nuova dibattuta organizzazione della sanità territoriale dettagliata nel DM71, intendendo con tale sigla l’omologo del DM 70 del 2015 sugli standard ospedalieri. Si parla di Case di Comunità, intese come strutture fisiche in cui operano MMG/PLS, Medici Specialisti, IDF e di Comunità, Psicologi etc. Il punto nodale della loro presenza sarà quello di pianificare non solo concettualmente ma anche nei fatti la presa in carico delle cronicità, o acuzie della cronicità, avvicinando sempre più il paziente al sistema Cure. Si dovrà chiarire ancora in quali termini integrare l’Assistenza sul Territorio. Nuovo vigore vien dato ai Distretti, di vecchia conoscenza.

Ma su tutto vorrei focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti che trascendono dalle opinabili interpretazioni personali. Mi domando quanto interessi realmente dare ai medici di medicina generale gli strumenti per tornare a fare i clinici. Quanto li si voglia effettivamente sburocratizzare. Farli uscire dal ruolo di prescrittori, renderli effettivi dignitari di un mestiere unico nel suo genere, fondato sul rapporto fiduciario medico-paziente che è mandatorio. Ad onor del vero, giusto in questi giorni, ho avuti plurimi confronti con diversi assistiti in merito ai nuovi scenari paventati della sanità territoriale e ho in tutti colto lo stesso stupore, la stessa paura, la stessa sensazione di dover perdere il proprio univoco punto di riferimento, detentore delle loro afflizioni, ma anche amico di tante gioie. La domanda sempre la stessa: “Dovrò ripetere ogni volta a medici diversi, magari nell’arco della settimana, chi sono, la mia storia, che farmaci assumo?”.

E’ lapalissiano percepire il loro senso di frustrazione e in piena onestà credo, visto il vissuto degli ultimi anni, sia oltremodo inconcepibile offrire oggi più che mai uno scenario di incertezza, specie a chi ha già sofferto e tutt’ora porta addosso le cicatrici. Il rischio più grande è quello di diventare numeri, sia medici che pazienti, e ancor peggio si rischi di perdere il concetto di umano. Stiamo ben attenti!

Tornando, invece, al caro DM 71, mi voglio ricollegare, me lo si consenta, alle riflessioni del Prof. Jorio, eminente docente universitario ed esperto di lungo corso in diritto sanitario, nel suo articolo de “I rischi per la messa a terra del PNRR Sanità” su codesto quotidiano del 22/02. Nella fattispecie, il Prof. parla  di effettiva sovrapponibilità delle strutture e iniziative ipotizzate nel PNRR con l’istituzione erogativa coordinata di prossimità più importante dell’intero sistema salutare. Aldilà della fiducia riposta da più parti sulle CDC, ODC, COT etc… e ben vengano, occorre e, sottolinea Jorio occorre, concretizzare il percorso programmatorio e realizzativo di una così importante iniziativa. Perchè cari amici, per chi non lo avesse capito, i rischi più grandi di questo progetto sono due: in primis, non finalizzare la decantata capillarità territoriale ma aumentare il divario della distanza e, in secundis e non ultimo, perdere i finanziamenti dell’UE laddove non si rispettassero i parametri tecnici e cronologici della “messa a terra”.

In tutto ciò un’unica certezza: i tempi sono irreversibilmente mutati e la canna che non si piega al vento si spezza. In questo mare mosso si vedranno i bravi marinai, anche perché la rotta si sta già tracciando. I Medici di Famiglia, dal loro canto, sono pronti con rinnovata fiducia a mettersi in gioco. Hanno voglia di parlare, confrontarsi, lavorare in rete/gruppi, offrire un servizio fresco e di prossimità, incentrato sui reali bisogni del cittadino. Ricordano, comunque, che tollerano (dal latino tollere, ovvere “portare in alto”, “elevare”), ogni iniziativa che miri a valorizzarne la professione, da sempre indipendente (ulteriore riflessione nel mio articolo di QS del 22/05/2020) e di primo piano nel pianeta diritto salute. Rimangono, altresì, granitici sostenitori del baricentro che occupano, senza cedere il passo a nessuno e niente di alternativo rispetto al Medico di Medicina Generale, convenzionato SSN. Ad maiora.

Dott. Salvatore Zavettieri
Specialista in Chirurgia Vascolare
Medico in Formazione Specifica in Medicina Generale
Medico di Medicina Generale ATS Brianza

11 Aprile 2022

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