Ecco perché è difficile mappare la situazione dei medici delle Rsa

Ecco perché è difficile mappare la situazione dei medici delle Rsa

Ecco perché è difficile mappare la situazione dei medici delle Rsa

Gentile Direttore,
rispondiamo volentieri alla collega Maria Rita Aldeghi che pone alcune questioni sula “pletora medica” e sullo studio Anaao diffuso qualche giorno fa. Studio che si focalizza ovviamente sul mondo ospedaliero e i dati forniti sono inclusivi di tutti i medici (specialisti e non, dipendenti e non) con riguardo agli scenari futuri.

Come ben evidente dai dati europei e italiani, nel nostro Paese non mancano laureati in medicina, né ne mancheranno in futuro, tenendo conto dell’importante aumento dei posti nel corso di laurea che già negli scorsi anni ha raggiunto il 25%, principalmente per le inappropriate scelte politiche oltre a cause varie (ricorsi al TAR degli esclusi, aumenti decisi dal ministero, ecc).

Pertanto, lo scenario prospettato nello studio giunge sempre a una conclusione che predichiamo da tempo: abbiamo sì sbagliato la programmazione degli specialisti e dei medici di medicina generale (in difetto), ora non sbagliamola di nuovo (in eccesso)!

Il ruolo delle RSA è certamente cruciale, ma troppo difforme è la loro diffusione, organizzazione e il loro rapporto con il mondo ospedaliero. I medici hanno le forme contrattuali più diverse, spesso e giustamente sono impegnati su più strutture che appartengono a proprietari diversi e quindi diventa difficile rapportarsi con questo mondo, soprattutto quando privato.

Infine, il ruolo dei MMG nelle RSA: su questo vorremmo astenerci dal commentare, perché non ci sentiamo i più accreditati in materia. E perché non vediamo all’orizzonte traccia di un afflato riformatore di cui ci sarebbe un gran bisogno.

Pierino Di Silverio
Segretario Nazionale Anaao Assomed

Stefano Magnone
Segretario Anaao Assomed Lombardia

13 Marzo 2024

© Riproduzione riservata

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