Ecco perché l’Adroterapia deve entrare nei nuovi Lea

Ecco perché l’Adroterapia deve entrare nei nuovi Lea

Ecco perché l’Adroterapia deve entrare nei nuovi Lea

Gentile Direttore,


alla luce della legge di stabilità 2016 e degli 800 milioni di euro stanziati per la doverosa “review” dei LEA, vorrei parlare di una metodica che si chiama terapia Adronica o Adroterapia, questa è una forma di radioterapia a fasci esterni che utilizza protoni, neutroni o ioni positivi per il trattamento di tumori radio resistenti alle comuni e convenzionali radioterapie, effettuata a mezzo di un acceleratore circolare di particelle che si chiama Sincrotone, tecnologia mutuata dall’esperienza del CERN di Ginevra con il suo acceleratore di particelle per lo studio e ricerca in fisica delle alte energie.
 
Attualmente questa metodica viene praticata presso il CNAO (Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica) di Pavia, una struttura innovativa e tecnologicamente avanzata unica in Italia, voluta dal Ministero della Salute con Legge n° 388 del 23.12.2000, per il trattamento di tumori radio resistenti o non sempre operabili come sarcomi in primis, glioblastomi cerebrali, anche pediatrici, tumori del pancreas e fegato, melanomi oculari, nonché un elenco sempre più lungo di tumori solidi nell’ambito di 23 protocolli clinici al momento autorizzati dal Ministero della Salute. Si tiene a sottolineare che l’Adroterapia non è una terapia sperimentale, bensì una forma avanzata di radioterapia e non è sostitutiva, ma è necessaria nei casi in cui la prima si riveli inefficace.
 
Al momento questa metodologia “salva vita” non figura tra le prestazione erogate del SSN ed è rimborsata solo dalla Lombardia e dall'Emilia Romagna, si fa presente a tal riguardo che il costo medio della prestazione sostenuta dal paziente è di circa 22.000 euro. Con la Legge di Stabilità 2016 bisogna inserire l’Adroterapia nei LEA, si ricorda che l'adozione dei nuovi LEA è da individuarsi entro 60 giorni dalla approvazione della legge di stabilità, sappiamo che il FSN con i suoi 111 mld di euro contro i 113 promessi inizialmente alle regioni ha una coperta sempre più corta, in ogni caso il diritto alle cure, sacrosanto ed imprescindibile, dovrà rendere rimborsabile su tutto l’ambito nazionale tale metodo di cura.
 
Basta tener presente che in Italia ogni anno sono 4.500 i soli casi di sarcomi dell'osso e dei tessuti molli che non rispondono alle normali radioterapie, basterebbe questo a giustificare l’inserimento nei LEA e la rimborsabilità.
 
Questa nuova frontiera alla lotta ai tumori deve necessariamente essere portata avanti nell’ottica di un sistema di cure universalistico sancito dall’Art. 32 della costituzione ed a tutela di un welfare sempre più sotto attacco da parte di alcune istituzioni.

Dott. Maurizio Cappiello
Consigliere Nazionale Anaao Assomed 

31 Dicembre 2015

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