Filma tutto, invece di chiamare i soccorsi. E la vittima muore

Filma tutto, invece di chiamare i soccorsi. E la vittima muore

Filma tutto, invece di chiamare i soccorsi. E la vittima muore

Gentile Direttore,
prendere in mano il telefonino e iniziare un video in diretta sui social, è diventato normale. E lo si fa anche per documentare un’ingiustizia, una violenza, e persino l’agonia e la morte di un ragazzo reduce da un incidente col motorino. Come è successo nella notte tra sabato e domenica a Riccione: da quanto riportano le cronache odierne, A. S., 29 anni, anziché chiamare i soccorsi ha schiacciato play sul suo telefonino per postare sui social la scena drammatica, chiedendo a chi stava dall’altra parte del video di chiamare i soccorsi. La rete, comprensibilmente, gli ha addossato ogni tipo di epiteto.

Il fenomeno è drammatico e solleva un tema di cui dobbiamo occuparci in tempi rapidi, riguarda le sfumature delle dipendenze da nuove tecnologie. Il bisogno che sta dietro al voler documentare tutto ha a che fare con la necessità di mantenere sempre alti i livelli di eccitazione. È un po’ come quello che accade in chi si dà al gioco d’azzardo.

L’atto di non chiamare i soccorsi, e di chiedere scusa solo dopo che qualcuno gli ha fatto notare la mancanza di empatia, fa riflettere. Ci sono dei meccanismi che si innescano in automatico in chi ha questi bisogni: si dissociano le emozioni. Se da un lato si è lucidi e si riesce a comprendere che sta accadendo qualcosa di molto grave, dall’altro non si riesce a staccarsi dal proprio bisogno di dover documentare ogni cosa.

Giuseppe Lavenia
Presidente dell’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, Gap e Cyberbullismo

23 Ottobre 2017

© Riproduzione riservata

Disturbi di attenzione e dell’alimentazione, autismo, esordi psicotici, disabilità intellettiva. Dalla Regione 40 milioni di euro a sostegno della rete
Disturbi di attenzione e dell’alimentazione, autismo, esordi psicotici, disabilità intellettiva. Dalla Regione 40 milioni di euro a sostegno della rete

“La Regione Emilia-Romagna consolida e rafforza la rete della salute mentale, continuando a investire su percorsi personalizzati di cura, riabilitazione e inclusione sociale”. Lo annuncia la Regione che per il...

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...