Finalmente un contratto per la dirigenza professionale, tecnica e amministrativa

Finalmente un contratto per la dirigenza professionale, tecnica e amministrativa

Finalmente un contratto per la dirigenza professionale, tecnica e amministrativa

Gentile Direttore,
l’ipotesi di accordo siglata il 16 Luglio scorso per i 15.000 dirigenti delle funzioni tecnico amministrative di Regioni, Enti Locali e SSN si può a ben ragione definire un contratto storico. Non solo perché è il primo CCNL stipulato  in video conferenza ma soprattutto perché per la dirigenza dei ruoli PTA del SSN (circa 5.000 capi del personale, provveditori, ingegneri, avvocati, direttori amministrativi di distretti territoriali e presidi ospedalieri, contabili, etc.) rappresenta, dopo 25 anni di convivenza sui tavoli di contrattazione della dirigenza sanitaria non medica, il primo CCNL che inizia a dare risposte concrete alle necessità di status giuridico ed economico della dirigenza PTA sganciandosi in maniera sostanziale dalla disciplina specifica della dirigenza medica.

Tra le novità più rilevanti:

L’abolizione dell’orario di lavoro per tutta la dirigenza PTA in quanto dirigenza che lavora per obiettivi e non per turni;

L’abolizione dei requisiti di anzianità per l’accesso agli incarichi professionali e di struttura semplice che in specie negli ultimi anni, con il pensionamento della “vecchia guardia”, stava impedendo alle aziende sanitarie di ricoprire legittimamente gli incarichi non apicali;

Il mantenimento –per la valorizzazione dell’esperienza professionale nel caso di conferimento di incarichi apicali – del requisito quinquennale per la struttura complessa ove siano presenti in azienda dirigenti con questa specifica anzianità;

Un unico livello di incarico professionale (contro i 5 introdotti dal CCNL Area Sanità 19/12/2019) a riprova che la dirigenza PTA è soprattutto una dirigenza gestionale;

Un investimento importante– vista l’estrema scarsità delle risorse economiche e la ferma posizione datoriale di tenere separati i monti salari ed i connessi aumenti contrattuali delle diverse sezioni contrattuali – per quantificare in minimo 5.500 euro annui (contro i 1.500 euro della dirigenza sanitaria) la retribuzione di posizione degli incarichi anche dei neo assunti nel tentativo di attuare un primo significativo avvicinamento alle retribuzioni minime della restante dirigenza dell’Area Funzioni Locali;

L’innalzamento al valore massimo per tutti dell’indennità di struttura complessa;

Lo spostamento verso la retribuzione di posizione fissa (utile a liquidazione) di quote di posizione variabile in attesa di risolvere l’annosa questione della non computabilità a TFS/TFR della parte variabile di posizione dei dirigenti del SSN.

Resta il rimpianto di non essere riusciti ad ottenere un incarico gestionale di base per la dirigenza PTA che pur svolgendo attività non professionali non riesce ad accedere a strutture semplici e complesse (di fatto contingentate dal DM 70/2015) e di non aver ancora scritto la parola definitiva sulla liquidabilità dell’intera retribuzione di posizione.

Resta però anche la ferma convinzione che questi siano obiettivi raggiungibili se la dirigenza PTA resterà nell’Area Funzioni Locali.  Obiettivi che saranno invece vanificati se verrà dato seguito al comma 687 della legge 145/2018 che vorrebbe la collocazione della dirigenza PTA nell’Area Sanità, ove non avrebbe alcuna tutela e rappresentanza.
Se qualcuno aveva ancora bisogno di una prova di quale sia la corretta collocazione contrattuale della dirigenza PTA, l’ipotesi di CCNL Area Funzioni Locali dà la sua indicazione precisa.

Elisa Petrone
Segretario Generale Fedir

Elisa Petrone

04 Settembre 2020

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