Formazione di precisione: il passaporto dell’innovazione in sanità

Formazione di precisione: il passaporto dell’innovazione in sanità

Formazione di precisione: il passaporto dell’innovazione in sanità

Gentile Direttore,
il rapido evolversi del panorama sanitario, caratterizzato da innovazioni tecnologiche impone ai professionisti sanitari un aggiornamento continuo e mirato. La formazione, intesa come processo dinamico e personalizzato, diventa così il pilastro fondamentale per garantire l’eccellenza clinica e l’efficienza del sistema sanitario anche alla luce del PNRR e delle ultime delibere della CNFC in materia di HTA.

Il recente primo congresso nazionale AITeRM – Associazione Italiana dei Tecnici sanitari di radiologia medica (TSRM) in Risonanza Magnetica – tenutosi a Roma – ha evidenziato l’importanza cruciale del contributo dei professionisti sanitari e nello specifico dei TSRM nella valutazione delle tecnologie sanitarie “Health Technology Assessment” (HTA) nel guidare l’introduzione in sanità. La delibera della Commissione Nazionale per la Formazione Continua (CNFC) del 13 novembre scorso ha ulteriormente sottolineato la necessità di integrare l’HTA nei percorsi formativi dei professionisti sanitari integrandoli all’interno di 4 obiettivi formativi specifici (delibera-hta-firmata.pdf).

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha, inoltre, individuato la formazione continua come leva strategica per la trasformazione digitale e il reskilling delle competenze per gli operatori del Servizio Sanitario Nazionale. Gli investimenti previsti mirano a potenziare le competenze digitali e manageriali dei professionisti sanitari, favorendo l’adozione di soluzioni tecnologiche innovative e l’ottimizzazione dei processi assistenziali.

Per rispondere alle sfide poste dall’innovazione tecnologica e dalle indicazioni del PNRR, è necessario un approccio alla formazione che sia orientato ad una formazione sempre più personalizzata e basata sull’evidenza:
• Personalizzato: i percorsi formativi devono essere adattati alle specifiche esigenze e ai profili professionali dei singoli operatori, attraverso un’analisi precisa delle esigenze.
• Basato sull’evidenza: le attività formative devono fondarsi su solide basi scientifiche ed adattarsi rapidamente al cambio di passo;
• Integrato: la formazione deve essere integrata nei processi assistenziali, favorendo l’applicazione pratica delle conoscenze acquisite (focus sui percorsi di formazione sul campo, bleended).

La formazione continua nel settore sanitario è senza dubbio una delle chiavi per garantire qualità, in un mondo in cui l’evoluzione tecnologica non si ferma mai. Tecniche sempre più sofisticate implementate dall’intelligenza artificiale, software per la diagnostica per immagini avanzata e la telemedicina, richiedono un continuo aggiornamento da parte dei professionisti. Tuttavia, sebbene le competenze tecniche siano essenziali, è altrettanto fondamentale non perdere di vista l’aspetto umano della cura.

La formazione deve andare oltre la mera acquisizione di conoscenze scientifiche, integrando le competenze umanistiche e relazionali che permettono ai professionisti di stabilire una connessione autentica, di gestire con empatia le difficoltà emotive e di lavorare in team multidisciplinari in modo efficace. È giunto il momento di riconoscere che una sanità migliore non si costruisce solo con strumenti innovativi, ma con un vero impegno nella umanizzazione della cura. Questo approccio, che merita una valutazione più approfondita, è destinato a diventare il motore del cambiamento nel futuro della formazione sanitaria e forse per “ri-attirare” i professionisti ad un’autentica cultura della formazione.

Antonella Paccone
Tecnico sanitario di Radiologia medica

17 Dicembre 2024

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