Fornire i letti negli ospedali non è compito di medici e infermieri

Fornire i letti negli ospedali non è compito di medici e infermieri

Fornire i letti negli ospedali non è compito di medici e infermieri

Gentile direttore,
mi collego alla lettera del presidente dell’Ordine dei Medici di Venezia (con cui concordo) per dire che quella foto dell'ospedale di Nola evidenzia da sola di chi fosse la responsabilità. In quella foto c’era il malato, poi c’era un sanitario, c’era la terapia. C’era anche il rispetto umano (c’era una coperta posta sotto il malato).
 
Quindi al bisogno del malato è stata data una dignitosa risposta diagnostica a cui è seguita una efficace terapia per risolvere il bisogno.
 
Cosa mancava?  Mancava il letto. Il letto non lo deve fornire il medico o l’infermiere che espleta il turno. La disponibilità del letto è responsabilità superiore.
 
Quando ho sentito che i responsabili sarebbero stati puniti, ho pensato che fossero puniti il direttore generale, il direttore sanitario ed amministrativo dell’asl per non aver attuato strutture intermedie sul territorio atte ad intercettare quelle richieste di aiuto risolvibili senza giungere nel Pronto soccorso (PS).
 
Poi doveva essere sospeso il direttore dell’ospedale, che non ha “protetto” il servizio più esposto del suo ospedale, con procedure di urgenza da mettere in atto in caso di iperafflusso di malati.

Poi mi sarei aspettato almeno un’autocritica del Governatore De Luca, che invece non ha messo proprio in dubbio che forse è l’assessorato alla sanità che ha il dovere di pensare all’organizzazione dei servizi. Non è forse l’autorità regionale che deve dire come intende dare risposte ai bisogni e attraverso quali servizi? Non è forse l’autorità regionale che deve dettare i tempi dell’attuazione di questi servizi? In altre parole non è il presidente della regione che elabora il Piano regionale sanitario?
 
Mai avrei pensato che ad essere sospeso dal lavoro e dallo stipendio fosse l’unico che in quella foto ha fatto quello che doveva fare, cioè assistere il malato.
 
Sono certa che all’ospedale di Nola quella situazione non sia avvenuta per caso ma che segnali ci fossero stati in precedenza.
 
Quante volte sarà stato segnalato che c’era un iperafflusso, che mancavano letti e barelle, che doveva essere intercettata la domanda prima di giungere in PS?
 
Per me quella foto è fin troppo chiara di cosa è mancato a Nola quel giorno. E’ mancato quello che “deve essere costruito” attorno al malato e al medico che lo cura.
 
Sono queste responsabilità che non sono mai evidenziate in nessun caso di malasanità. I medici che lavorano ai capezzali dei malati non dovrebbero inseguire problematiche che esulano dalla loro compito. Non devono spendere gran parte del loro tempo-lavoro per cercare di farsi ascoltare per ottenere uno strumento, che gli serve o un letto in più. L’organizzazione dei servizi sanitari è una cosa seria e non dovrebbe mai essere in “emergenza”, perché l’emergenza nell’organizzazione è sinonimo di cattiva organizzazione. L’organizzazione dei servizi sanitari deve prevenire le emergenze, scongiurarle. Invece in Italia accade Nola.
 
Vincenza Truppo
Dirigente medico
UOC Medicina di Laboratorio – Ospedale di Rovigo
Ricercatrice Progetto Ermete- Regione Veneto

Vincenza Truppo

13 Gennaio 2017

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