Fossi un medico non avrei paura dell’infermiere

Fossi un medico non avrei paura dell’infermiere

Fossi un medico non avrei paura dell’infermiere

Gentile direttore,
ho letto con attenzione la sua risposta alla lettera dell’Infermiera Evita Zogni. Credo che sia stata una puntualizzazione corretta e adeguata, ma mi permetta di ribadire come la Collega Zogni abbia, magari stressando il concetto, chiaramente descritto un disagio che spesso resta inascoltato. Certamente tutti gli appartenenti alle 22 Professioni Sanitarie vivono questo momento con disagio, incertezza, frustrazione, ma spesso, per alcuni di loro è più difficile trovare soluzioni, risposte, ecc. Credo che tutti noi dovremmo spogliarci dalle lotte corporativistiche per aprirci veramente alla vera essenza delle nostre Professioni: la Persona Assistita.
 
Io, fossi un medico, non avrei paura dell’Infermiere con nuove competenze, perché insieme potremmo rispondere meglio al bisogni di salute; come Infermiere mi sentirei appagato nel collaborare con un medico capace e competente , fossi un OSS sarei orgoglioso di poter collaborare con 2 professionisti che lavorano in Equipe e con armonia,ecc…
 
In un contesto come quello attuale, dove non sono i Leader Professionali a dettare le regole del “gioco”, ma bensì gli economisti, dove c’è bisogno di modifiche organizzative importanti (la maggior parte dei nostri ospedali è ancora organizzata come disposto dal Regio Decreto 30 settembre 1938, n.1631 -c.d. decreto Petragnani-), dove spesso parliamo di Territorio, ma poi?
 
Non possiamo più permetterci di “perdere tempo” in discussioni sterili e inutili. Ogni Professione, così come sancito dalla normativa vigente e dalla Comunità, ha dei diritti, ma di contralto anche tanti doveri, tra cui il più primo, così come sancito dalla Nostra Costituzione, è quello di tutelare la salute, magari agendo tutti insieme per tenerci stretto e continuare a far funzionare al meglio, quello che dall’OMS è considerato il 2° Sistema Sanitario Naziola al mondo.
 
Dott. Fabrizio Polverini
Coordinatore Comitato Infermieri Dirigenti
Regioni Piemonte e Valle d’Aosta

Fabrizio Polverini

18 Aprile 2014

© Riproduzione riservata

Dal Sud un modello di eccellenza: il G.O.M. tra i primi in Italia con la nuova CAR‑T cilta‑cel
Dal Sud un modello di eccellenza: il G.O.M. tra i primi in Italia con la nuova CAR‑T cilta‑cel

Gentile direttore,c’è un luogo nel Sud d’Italia dove i pazienti affetti dalle forme più aggressive di tumori del sangue non devono più fare i bagagli per andare a curarsi altrove....

Garantire l’equità in sanità e nel sociale
Garantire l’equità in sanità e nel sociale

Gentile Direttore, si può contrastare la medicalizzazione di qualsiasi problema di disagio, diseguaglianza sociale e di salute e di fragilità o solitudine?  La cronaca è piena di episodi di violenze,...

Escludere i palliativisti dal suicidio assistito significa abbandonare il paziente
Escludere i palliativisti dal suicidio assistito significa abbandonare il paziente

Gentile Direttore, condividiamo pienamente l’idea che il confronto culturale sul tema della morte volontaria assistita debba mantenere sempre “rigore, misura e rispetto” come affermato dalla SICP nella sua risposta dell’8...

Pnrr/DM77. DL Schillaci tentativo in extremis di rimediare agli errori, ma rischia di far peggio
Pnrr/DM77. DL Schillaci tentativo in extremis di rimediare agli errori, ma rischia di far peggio

Gentile Direttore, la path dependence (dipendenza dal percorso) delle policy è il fenomeno per cui scelte passate, istituzioni preesistenti e traiettorie storiche vincolano e orientano le decisioni future, rendendo difficile...