Gestire il contenzioso anche attraverso la Medicina Narrativa e il Risk Communication Management  

Gestire il contenzioso anche attraverso la Medicina Narrativa e il Risk Communication Management  

Gestire il contenzioso anche attraverso la Medicina Narrativa e il Risk Communication Management  

Gentile Direttore,
i modelli organizzativi incentrati sulla cosiddetta umanizzazione delle cure – intesa come attenzione al paziente nella sua totalità, fatta di bisogni organici, psicologici e relazionali – possono essere di grande aiuto nella gestione del contenzioso medico-legale e delle aggressioni al professionista di sanità.

La medicina narrativa (NBM), metodologia d’intervento clinico-assistenziale basata su specifiche competenze relazionali degli esercenti le professioni sanitarie, è uno di questi modelli. “Complementare” alla medicina basata sulle prove di efficacia (EBM), tiene conto attraverso le narrazioni delle storie di malattia, della pluralità delle prospettive del paziente. Sono fermamente convinto, infatti, dell’utilità del modello nel decodificare la percezione soggettiva del paziente circa il rispetto della dignità e la sicurezza delle cure e come queste variabili possano a loro volta, essere strumento per una gestione efficace del contenzioso medico-legale.

La sicurezza delle cure, la prevenzione e la gestione del rischio clinico – con l’approvazione della Legge 8 marzo 2017, n. 24 – sono oggi riconosciuti come parte integrante del diritto alla salute. L’errore in Sanità e il danno che ne può conseguire, diventano un problema da risolvere in maniera sistematica e scientifica e non unicamente una colpa da affibbiare al professionista. Un cambio di paradigma, dunque, che vede la Sanità attenta a tutte quelle pratiche, come la Medicina Narrativa e il Risk Communication Management, capaci di riannodare la fiducia tra paziente e curante (e viceversa). A sfociare infatti, nel contenzioso medico legale è spesso la mancanza di fiducia nel Sistema, alla quale si può rimediare solo con l’umanizzazione delle cure. Un ascolto attivo del vissuto del paziente, attraverso le sue narrazioni di malattia (disease, illness e sickness), come ampiamente dimostrato in letteratura, migliora di fatto, la qualità “reale”, attesa e percepita del servizio, riducendo la possibilità di errori, malpractice, disfunzioni organizzative e quant’altro possa compromettere la sicurezza delle cure.

Diciamo no ad una Sanità attenta al numero delle prestazioni ma alla qualità della relazione professionista/paziente!

Francesco Sciacca, PhD
Tecnico Sanitario di Radiologia Medica

05 Settembre 2025

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