I capponi di Renzo e i medici del Ssn

I capponi di Renzo e i medici del Ssn

I capponi di Renzo e i medici del Ssn

Gentile Direttore,
“Faceva balzare quelle quattro teste spenzolate; le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura”. Queste parole di Manzoni ritraggono i capponi di Renzo nei Promessi Sposi, è la circostanza che, purtroppo, riguarda noi medici del Ssn.

L’atteggiamento più comune, quando si è in difficoltà estrema, è cercare un responsabile, sempre al di fuori della propria cerchia: il nemico responsabile di tutto, anziché unire le forze e gli intenti e cercare tutti insieme di cambiare le cose. È una caratteristica della strategia populista che deve sempre avere un comodo nemico da combattere per non prendersi il disturbo di rimboccarsi le maniche e fare fronte comune contro le avversità. Nel nostro caso: ospedale contro territorio, l’uno contro l’altro armati.

Il medico di pronto soccorso che punta il dito contro i medici di base che, a suo dire, lavorano poco, non fanno filtro per i codici bianchi e gialli, si rendono irreperibili e si nascondono dietro una segreteria che non fornisce risposte concrete agli assistiti, naturalmente non mancano i guerrafondai: tutta quella stampa fatta da giornalisti che hanno dimenticato da tempo come si fa una inchiesta e anziché sporcarsi le mani andando a constatare di persona sul campo, ascoltano la “pancia” della gente e il “sentito dire”, scrivendo da una comoda scrivania di redazione.

Risultato: è vero, il medico di base lavora tre ore al giorno e guadagna cifre stratosferiche, quando non è alle Bahamas o a Dubai. La tentazione di fare di tutta l’erba un fascio, è talmente radicata e divisiva che inevitabilmente si arriva ad una Sanità per contenitori stagni dove ognuno è colpevole di qualcosa e la gente esasperata prende a ceffoni il primo medico o infermiere a tiro. Non è un solo settore della Sanità a non funzionare, è tutto il sistema che non funziona, ma la soluzione non può essere beccarsi a vicenda come i capponi di Renzo, diventa necessario riprendere quel dialogo tra ospedale e territorio. Unirsi nell’unico intento che ci accomuna: essere medici e curare, cercando di individuare e superare i limiti di ognuno, lavorare insieme per lavorare meglio.

Questo non è compito della politica o delle aziende sanitarie, fa parte della nostra buona cultura ippocratica e scientifica, deve partire da noi medici l’esigenza di ascoltarci, lavorare insieme e migliorare le cose, individuare le nostre anomalie di sistema e risolverle tra noi, senza puntare il dito contro il collega di turno. Di certo, la medicina del territorio deve essere riformata e aggiornata, partendo dalla naturale e logica inclusione nel sistema cure: medico di base dipendente e strutturato nell’azienda per cui lavora, in continua relazione operativa con l’ospedale e il distretto.

Qualche regolata dovrebbero darsela anche i giornalisti, basta con i titoloni acchiappa-complottisti e informazione corretta e controllata nelle fonti. Abbiamo già abbastanza odio da fronteggiare ogni giorno, non aggiungiamo benzina sul fuoco per qualche copia o qualche like in più. Comincia a diventare di costume assaltare il pronto soccorso o farsi giustizia da soli. I capponi di Renzo.

Enzo Bozza
medico di base per i Comuni di Vodo e Borca di Cadore (BL)

18 Settembre 2024

© Riproduzione riservata

Al Policlinico Abano dieci matricole per le scuole di specializzazione in Urologia, Ginecologia e Ostetricia e Chirurgia Generale
Al Policlinico Abano dieci matricole per le scuole di specializzazione in Urologia, Ginecologia e Ostetricia e Chirurgia Generale

Il Policlinico Abano di Abano Terme ieri ha aperto le porte alle matricole dell’anno 2026-2027 delle Scuole di Specializzazione in Urologia, Ginecologia e Chirurgia Generale attivate nel presidio aponense in...

Progetto di vita e Pri: se i percorsi non dialogano, i diritti restano sulla carta
Progetto di vita e Pri: se i percorsi non dialogano, i diritti restano sulla carta

Gentile Direttore, una persona che, dopo una lesione midollare, desidera tornare a vivere autonomamente e riprendere il lavoro ha bisogno di una casa accessibile, di trasporti adeguati e di sostegni...

Violenza giovanile: responsabilità individuali, responsabilità collettive
Violenza giovanile: responsabilità individuali, responsabilità collettive

Gentile Direttore,gli episodi di violenza e aggressività con protagonisti gli adolescenti di cui la cronaca puntualmente reca notizia rappresentano un fenomeno complesso, che merita attenzione, approfondimento e una risposta istituzionale...

Sviluppo di linee guida e buone pratiche: comunità scientifiche e professionali invitate a rafforzare la collaborazione al SNLG
Sviluppo di linee guida e buone pratiche: comunità scientifiche e professionali invitate a rafforzare la collaborazione al SNLG

Gentile Direttore,sempre più nei prossimi anni si sentirà parlare di Buone pratiche clinico-assistenziali (BPCA) e si avvertirà l’esigenza di orientare in tal senso la cultura, e dunque la formazione di...