Il Cto di Napoli ha un Pronto soccorso sicuro?

Il Cto di Napoli ha un Pronto soccorso sicuro?

Il Cto di Napoli ha un Pronto soccorso sicuro?

Gentile Direttore,
il caos e l’affollamento nei pronto soccorso e il grido di dolore rivolto dai medici del Cardarelli al Ministro Giulia Grillo e al governatore della Regione Campania De Luca come puntualmente riportato dal suo giornale investono anche altre azienda sanitarie e pronto soccorso. “Intervenite il nostro disagio è al limite”, “Napoli Notte choc al Pellegrini e al S. Paolo”, record di barelle e aggressioni, sono alcuni dei titoli che leggo sul Mattino di cui sono fedele lettore anche per la precisa ed esaustiva cronaca dei fatti legati al governo della Salute.
 
Le aggressioni contro il personale sanitario hanno raggiunto un limite insostenibile. I medici, stressati, scappano dai Pronto Soccorso. Questo il corto circuito da interrompere. Veniamo alla situazione dell’Azienda dei Colli. Qui qualcuno ebbe la brillante idea di trasformare il Presidio ospedaliero Cto da Centro zonale trauma a pronto soccorso generalista con la pia illusione di sopperire alla carenza e alla fame di posti letto in emergenza e di barelle dimenticandosi però il grande assente ossia la medicina del territorio.
 
Così il Cto che ha avuto per anni una vocazione Ortopedica e Traumatologica oggi è costretto a sostenere un’attività generalista di emergenza. Il mio sindacato ha più volte denunciato che veniva sperimentata una disorganizzazione: infatti mancano medici specialisti in medicina di urgenza e pronto soccorso, mancano ortopedici e gli interventi di ortopedia e traumatologia comprese le attività strumentali (i privati ringraziano) hanno subito una battuta di arresto. Nel nuovo Piano ospedaliero regionale il Cto tuttavia è stato depotenziato.
 
E’ stata eliminata una unità complessa di Chirurgia generale e una di Ortopedia (54 posti letto per un solo primario responsabile). Intanto la disorganizzazione non è più sperimentata e i medici che possono vanno in pensione o cambiano azienda, al Cto le barelle sono nei corridoi, la tecnologia è inadeguata, l’ospedale ha una logistica non idonea ad un centro di emergenza e col traffico sono problematici i trasferimenti con Monaldi e Cotugno. Il codice rosso ha bisogno, molto spesso, dell’ausilio del Cardarelli.
 
Noi siamo in prima linea ma è urgente un tavolo con la Regione e la prefettura per rispondere ad una cruciale domanda. Il Cto ha tutto ciò che serve per essere un Pronto soccorso sicuro? I pazienti e gli operatori vorrebbero saperlo.
 
Luigi Bencivenga 
Segretario aziendale Anaao
Azienda ospedaliera dei Colli
        

05 Marzo 2019

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