Il futuro dell’assistenza domiciliare: verso un ‘DM 78 ’per cure integrate e innovative

Il futuro dell’assistenza domiciliare: verso un ‘DM 78 ’per cure integrate e innovative

Il futuro dell’assistenza domiciliare: verso un ‘DM 78 ’per cure integrate e innovative

Gentile Direttore,
ho avuto il piacere di partecipare a un significativo incontro a Roma, presso la delegazione di Regione Lombardia, incentrato sullo stato attuale delle cure domiciliari. L’incontro ha fatto il punto della situazione dopo l’avvio dell’accreditamento istituzionale, l’implementazione del DM 77 e il raggiungimento degli obiettivi quantitativi fissati dal PNRR per la Missione 6, che pone la “Casa come primo luogo di cura”. Tutto risolto, dunque? La risposta è un chiaro “no”.

Le buone notizie arrivano dal Governo, con la decisione di incrementare il Fondo Sanitario Nazionale attraverso la legge di Bilancio, destinando risorse specifiche alle cure domiciliari per garantire la continuità delle attività assistenziali precedentemente finanziate dal PNRR. Tuttavia, emerge con forza la necessità di una revisione approfondita dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Le eccellenti pratiche sulle dimissioni protette, illustrate da Regione Lombardia e Regione Lazio, evidenziano che il percorso è solo all’inizio.

Attualmente, l’assistenza domiciliare si configura prevalentemente come un insieme di prestazioni, con un numero di ore per assistito spesso insufficiente. Manca una vera integrazione con le terapie per le patologie croniche, così come la dispensazione domiciliare di ausili, farmaci, dispositivi medici e prestazioni diagnostiche. L’organizzazione della transizione dall’ospedale al territorio rimane frammentata, affidata a lodevoli, ma circoscritte, buone pratiche. Ancora più carente è l’integrazione con i servizi sociali. L’utilizzo della telemedicina è agli albori, ostacolato dalla mancanza di tariffe dedicate e di un modello organizzativo efficace.

Cosa fare in questa fase di transizione? L’auspicio è l’introduzione di un nuovo provvedimento che stabilisca regole chiare per le cure domiciliari: una sorta di “DM 78”. Questo nuovo decreto dovrebbe definire standard, modelli organizzativi e, crucialmente, un innovativo sistema di tariffe. Quest’ultimo dovrebbe superare il modello basato sulle singole prestazioni per adottare un approccio incentrato sulla presa in carico effettiva e complessiva del paziente a domicilio, con l’introduzione di veri e propri DRG domiciliari.

Inoltre, è fondamentale l’integrazione con sistemi e servizi di telemedicina, incluso il telemonitoraggio. Questa evoluzione aiuterebbe a mantenere una prossimità efficace con il paziente in modo semplice, ottimizzando al contempo le risorse del sistema sanitario, in particolare quelle infermieristiche e fisioterapiche, che continuano a essere insufficienti.
La sostenibilità e, in ultima analisi, l’esistenza stessa del Servizio Sanitario Nazionale dipendono dalla sua capacità di adattarsi ai cambiamenti demografici della popolazione italiana: o sarà domiciliare o non potrà più esistere nella sua forma attuale.

Filippo Lintas
Presidente Home And Digital Care
Confindustria Dispositivi Medici

13 Ottobre 2025

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