Il payback su Dispositivi Medici e Farmaci danneggia le Imprese e non serve alle Regioni  

Il payback su Dispositivi Medici e Farmaci danneggia le Imprese e non serve alle Regioni  

Il payback su Dispositivi Medici e Farmaci danneggia le Imprese e non serve alle Regioni  

Gentile Direttore,
in questi giorni le imprese di dispositivi medici (DM) sono chiamate a pagare alle Regioni il payback (PB) sullo sforamento del tetto di spesa 2015-2018 (DL n. 95/2025). Qualche settimana fa erano stati pubblicati da AIFA sono i dati di PB e spesa e per la farmaceutica (Farma). Segue un’analisi comparativa e qualche considerazione.

Una premessa prima di passare ai numeri. Il PB è antitesi dell’economia di mercato: là si compete per vendere di più, qui invece se vendi di più devi restituire. Ma anche in un contesto di pura economia di pianificazione, il PB andrebbe comunque richiesto a chi è responsabile dello sforamento della spesa.

Che nel nostro caso non sono però le Imprese ma, paradossalmente, lo stesso Regolatore che lo imputa alle Imprese e che di questo mercato, pervasivamente normato come pochi altri, decide su ogni aspetto: fissa il tetto di spesa e ne decide e controlla ogni regola, domanda, offerta, prezzi, rimborsi, prescrizioni, gare, ecc., ne è il “dominus” assoluto e totale su cui può tutto. Come la facile correzione dello sforamento della spesa del 15%-20% da oltre un decennio, invece lasciata furbamente lì a reiterarsi ogni anno quale comodo strumento non dichiarato di riduzione indiretta della spesa

Pertanto le Imprese svolgono un ruolo di mere fornitrici di quantità decise dal Regolatore (i prescrittori SSN, gli ospedali) a prezzi decisi dal Regolatore (AIFA; Regioni Gare) secondo regole di domanda e offerta decise dal Regolatore (restrizioni, piani terapeutici, Note, livello dei tetti, ecc.). Insomma un Regolatore “puparo” che muove tutti i fili-norme con cui controlla il sistema

Ma di che cifre stiamo parlando e quali conseguenze per chi il PB lo paga, le imprese, e per chi lo incassa, le Regioni?
Il PB dalle Imprese di DM sul 2015-2018, scontato del 75% è di circa 520 mln, 130 mln l’anno in media
Il PB dalle Farma nel 2024 (spesa 2023) è stato di 1640 mln. Sarà di 2010 mln per la spesa 2024, data l’eccedenza di 4016 mln. Non c’è sconto del 75% a differenza dei DM (perché?)

Coi 130 mln di PB le Imprese di DM perdono l’1,36% dei loro ricavi SSN 2024, le Farma con il loro da 1640 mln perdono il 9,16% dei rispettivi ricavi SSN, salendo al 13,5% quelle con farmaci negli “acquisti diretti” (ovvero sono forniti gratuitamente al SSN per più di un paziente su dieci)

Il PB è perdita di profitto netto, intaccando direttamente la “bottom line” del bilancio P&L. Con una stima approssimativa, le Imprese di DM perdono intorno al 6% di profitto netto, doloroso di più per le PMI, tante e italiane. Le Farma perdono in media il 35% di profitto netto, fino al 60% quelle negli “acquisti diretti”6 (sono quelle che fanno innovazione, così penalizzate di più)

Veniamo a chi incassa, le Regioni. I suddetti PB aggiungono ai 130008 mln (FSN Fondo Sanitario Nazionale 2024) di loro risorse per la sanità: i 130 mln sui DM lo 0,098%, un millesimo, e i 1640 mln del Farma l’1,23%, un ottantesimo. Di fatto il PB è per le casse regionali irrilevante

In sintesi, oltre al suo eretismo economico anti-dottrinale e la sua strumentale applicazione iniqua e anticoncorrenziale, il PB di fatto danneggia chi lo paga, le imprese, e non serve a niente a chi lo incassa, le Regioni.
Una plastica applicazione della Terza “Legge della Stupidità Umana” del compianto C. M. Cipolla: “stupido danneggiare qualcuno senza riceverne alcun vantaggio”

Prof. Fabrizio Gianfrate
Economia Sanitaria


15 Settembre 2025

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