Il Ssn tra crisi economica e autonomia differenziata: è il momento della responsabilità

Il Ssn tra crisi economica e autonomia differenziata: è il momento della responsabilità

Il Ssn tra crisi economica e autonomia differenziata: è il momento della responsabilità

Gentile Direttore,
il contesto socioeconomico nazionale degli ultimi anni è stato caratterizzato dalla necessità di contenimento dell’imponente debito pubblico a fronte di una domanda crescente dei bisogni sanitari. La pandemia ha messo a dura prova i sistemi sanitari regionali mettendo a nudo le diverse criticità degli stessi. Il conflitto russo-ucraino con la crisi energetica che ne è derivata ha ulteriormente aggravato tali condizioni.

E così, in un quadro economico ancora nebuloso, il dibattito politico degli ultimi mesi si è focalizzato sull’autonomia differenziata.

Il diritto alla salute costituzionalmente garantito, con le differenze che esistono tra le diverse regioni ,necessiterebbe della definizione dei “livelli essenziali delle prestazioni” per poter assicurare ad ogni cittadino, nella propria regione, prestazioni “uniformi all’intero territorio nazionale”.

A lungo si è discusso sulla riforma federalista e dei suoi effetti sui servizi sanitari regionali, tanto da indurre alcuni a proposte di revisione del Titolo V della Costituzione in senso centripeto.

Nonostante tutto la migrazione sanitaria è testimone di un principio fondamentale al quale i pazienti non possono e non devono rinunciare: farsi curare nel posto ritenuto più appropriato. E quindi ovunque in Italia ma anche in Europa.

Ma la pandemia ha dimostrato che l’ospedale è un ingranaggio dei sistemi sanitari che funziona in modo ottimale solo se integrato con la rete di prossimità assistenziale extraospedaliera perché l’ammalato ha il diritto di poter ricevere le cure nell’ambiente più familiare.

Con l’evoluzione delle tecnologie e l’uso di nuovi farmaci il ricorso alla ospedalizzazione, con tutti i rischi connessi, avrà un cospicuo ridimensionamento.

Quindi, quali saranno le scelte, è necessario un appello alla responsabilità di tutti, dai pazienti ai politici partendo dalla consapevolezza che probabilmente in futuro sarà necessario (ma oggi già accade) rinunciare a qualcosa per salvaguardare la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale e partire dalla consapevolezza che la qualità in sanità, necessita di esperienza che si costruisce con gli anni attraverso la valorizzazione del capitale umano, cosa che ben sanno i pazienti, che hanno il diritto ad avere sempre il meglio.

Matteo De Martino
Prof. a contratto Unicamillus Roma

12 Gennaio 2023

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