Il terapista occupazionale e l’assistenza primaria

Il terapista occupazionale e l’assistenza primaria

Il terapista occupazionale e l’assistenza primaria

Gentile Direttore,
AITO (Associazione italiana terapisti occupazionali) e la sezione speciale dei terapisti occupazionali in SIRN (Società italiana riabilitazione neurologica) si impegnano per promuovere buone pratiche e evidenziare la necessità di un maggior numero di terapisti occupazionali, di modo che possano essere presenti nei team riabilitativi e permettere una presa in carico appropriata ai bisogni riabilitativi della popolazione, sempre più numerosi.
 
In uno studio pubblicato sul Lancet[1](Cieza et al, 2020), gli autori hanno evidenziato la necessità che lo sviluppo di servizi di riabilitazione sia prioritario in tutto il sistema salute, con una particolare enfasi sull'integrazione di terapisti occupazionali e altri specialisti della riabilitazione in contesti di assistenza primaria per ridurre la prevalenza e ritardare l'insorgenza degli effetti disabilitanti delle condizioni di salute croniche. Vi sono prove che dimostrano che molti interventi riabilitativi sono efficaci in termini di costi.
 
La terapia occupazionale può migliorare la partecipazione alle attività negli adulti e nei bambini con diverse condizioni croniche, contribuire a gestire il declino cognitivo per le persone con demenza[2] e ridurre il carico dei caregiver, anche delle persone con Parkinson[3], migliorare la quotidianità delle persone con malattie reumatiche, ad esempio. La terapia occupazionale ha anche il potenziale di ridurre le ri-ammissioni ospedaliere[4][5], evitando costosi ricoveri o riducendo i giorni di degenza. Aiuta anche le persone nella sfera della produttività mantenendo o adeguando l’attività lavorativa tramite la vocational therapy o la partecipazione a scuola.
 
Cieza et al (2020), nel loro articolo, evidenziano che l'unico modo possibile per aumentare la riabilitazione e renderla fruibile a tutti coloro che ne hanno necessità è integrarla maggiormente nel sistema sanitario e, in particolare, rafforzarla nelle cure primarie. I risultati dello studio, combinati con le mutevoli tendenze demografiche e sanitarie globali, pongono nuove e importanti richieste ai sistemi sanitari e sociali, aumentando la necessità di un'assistenza primaria forte.
 
Con il continuo aumento della prevalenza delle malattie non trasmissibili e dell'invecchiamento della popolazione, aumenterà anche il numero di persone che trarrebbero beneficio dalla riabilitazione nel territorio. Oltre ai benefici per la salute, la riabilitazione fornita nelle cure primarie porta anche a benefici sociali più ampi, determinanti nella prevenzione e per il miglioramento della qualità di vita.
 
Gli autori affermano che i professionisti della riabilitazione (p.es., fisioterapisti, terapisti occupazionali e logopedisti) dovrebbero essere inclusi nella forza lavoro dell'assistenza primaria. Suggeriscono delle  semplici azioni per favorire questa inclusione nella comunità, tra cui integrare nella formazione medica la conoscenza delle diverse competenze dei riabilita tori e la tele-riabilitazione.
 
La Federazione mondiale dei terapisti occupazionali (WFOT) nella sua ultima Public Statement[6]  ricorda che i terapisti occupazionali sono professionisti chiave per la salute e che durante la pandemia, la fornitura continua di terapia occupazionale per gli utenti dei servizi esistenti è accresciuta per consentire il coinvolgimento in attività che forniscono significato alla vita, in un momento in cui la partecipazione alle normali routine è particolarmente sconvolta e per le persone con esiti di Covid, che hanno riportato difficoltà a riprendere le “banali” attività quotidiane, quelle di cui, nell’equipe, si occupa proprio il terapista occupazionale.  
 
E’ importante che quando i sistemi sanitari procederanno verso l'integrazione della riabilitazione nelle cure primarie, prevedano spazio per la ricerca perché si generino prove di evidenza.
 
Dott. Christian Parone
Presidente AITO
 
Dott.ssa Gabriella Casu
Rappresentante Sezione Speciale Terapisti Occupazionali SIRN



[1]
Cieza, Causey, et al (2020) – Global estimates of the need for rehabilitation based on the Global Burden of Disease study 2019: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2019 – The Lancet  VOLUME 396, dic – https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)32340-0/fulltext

[2]
Clarkson P, Davies L, Jasper R, Loynes N, Challis D; (2017) – A Systematic Review of the Economic Evidence for Home Support Interventions in Dementia. – Value Health.2017 Sep;20(8):1198-1209. doi: 10.1016/j.jval.2017.04.004. Epub 2017 May 12.

[3]
I. H. V. M. Sturkenboom, J. C. M. Hendriks, M. J. L. Graff et al., (2015) “Economic evaluation of occupational therapy in Parkinson's disease: a randomized controlled trial,” Movement Disorders, vol. 30, no. 8, pp. 1059–1067, 2015.

[4]
Gilman, M., Hockenberry, J. M., Adams, E. K., Milstein, A. S., Wilson, I. B., & Becker, E. R. (2015). The financial effect of value-based purchasing and the Hospital Readmissions Reduction Program on safety-net hospitals in 2014: A cohort study. Annals of Internal Medicine, 163, 427-436.

[5]
Burke, J. F., Skolarus, L. E., Adelman, E. E., Reeves, M. J., & Brown, D. L. (2014). Influence of hospital-level practices on readmission after ischemic stroke. Neurology, 82, 2196-2204.

 

[6]
WFOT (2020) – WFOT's Statement on the International Year of Health and Care Workers – https://wfot.org/resources/public-statement-international-year-of-health-and-care-workers
Christian Parone, Gabriella Casu

11 Gennaio 2021

© Riproduzione riservata

Il rapporto pubblico-privato: il caso delle case di cura in cui il Ssn si fa concorrenza sleale da solo
Il rapporto pubblico-privato: il caso delle case di cura in cui il Ssn si fa concorrenza sleale da solo

Gentile Direttore, partiamo da una considerazione preliminare utile a evitare equivoci: non sono a priori favorevole a ridurre di per sé il ruolo della sanità privata all’interno del Servizio Sanitario...

Suicidio assistito, nel confronto servono rigore e rispetto: no a toni divisivi sulle cure palliative
Suicidio assistito, nel confronto servono rigore e rispetto: no a toni divisivi sulle cure palliative

Gentile Direttore, nel riscontrare la lettera aperta firmata da S. Livigni, M. Immacolato, M. Mori, R. Morini e F. Fiocca, pubblicata su Quotidiano Sanità,  non possiamo non stigmatizzare il tono...

Incompatibilità, dirigenza, autonomia: una riforma senza coerenza sistemica
Incompatibilità, dirigenza, autonomia: una riforma senza coerenza sistemica

Gentile Direttore,seguiamo con attenzione il dibattito parlamentare sulla riforma delle professioni sanitarie e, alla luce degli emendamenti depositati, sentiamo l’esigenza di condividere alcune riflessioni che credo possano contribuire a un...

Ma mi faccia il piacere!
Ma mi faccia il piacere!

Gentile Direttore,era il 23 dicembre 1978, l’onorevole, lei sì, Tina Anselmi, primo Ministro della sanità donna, enunciava in Parlamento i principi del nuovo Servizio Sanitario Nazionale su cui poggiava la...