In Emilia Romagna medici corsisti pendolari

In Emilia Romagna medici corsisti pendolari

In Emilia Romagna medici corsisti pendolari

Gentile Direttore,
formuliamo la presente per richiedere soluzioni urgenti riguardo la preclusione stabilita con Consiglio Didattico Regionale del 3 luglio 2019 da parte della Regione Emilia Romagna a svolgere i tirocini pratici previsti per il CFSMG presso la propria sede di residenza/domicilio, contrariamente alla prassi consolidata negli anni precedenti al 2018.
 
Le criticità connesse alla distanza che quotidianamente i medici si trovano a sostenere per recarsi a svolgere il tirocinio sono molteplici: 
1) CONCILIAZIONE DEL CORSO CON ATTIVITÀ LAVORATIVA ALL'INTERNO DEL SSN: la gran parte dei corsisti rivestono già un ruolo attivo all'interno del SSN risultano di fatti assegnatari di zone carenti di assistenza primaria, continuità assistenziale ed emergenza territoriale, oppure impiegati in attività COVID19 (USCA, contratti co.co.co e libero professionali). Il loro supporto consente, ad oggi, il corretto funzionamento e la sopravvivenza di numerosi e fondamentali servizi, che trarrebbero nocumento in caso di carenza di personale. Si tratta di attività incentrate sulla cura dei pazienti e sull’assistenza alla salute dei cittadini.
 
Lo scenario pratico che si presenta oggi è questo: un medico corsista che ha in gestione (non solo da sostituto, ma da titolare) un ambulatorio di medicina generale o di continuità assistenziale, deve quotidianamente esercitare presso il proprio ambulatorio ed effettuare le necessarie visite domiciliari e, percorrere successivamente distanze importanti con tutti i rischi connessi ad un viaggio successivo ad una giornata/notte trascorsa esercitando un servizio di utilità pubblica.
 
2) QUALITÀ DELLA FORMAZIONE: la frequentazione di ambulatori, reparti e strutture territoriali lontane dalla propria residenza – e, quindi, dalla realtà sociale nella quale operano ed opereranno i medici- pregiudica in maniera considerevole la qualità della formazione. Di conseguenza, l’attività come medici di medicina generale ed il servizio offerto alla cittadinanza ne diviene penalizzato. Conoscere direttamente i percorsi assistenziali territoriali ed ospedalieri come medici di medicina generale deve costituire parte integrante del percorso di formazione specifica.
 
3) RISCHIO INDIVIDUALE, MEDICI COME PERSONE. Ogni corsista, percorrendo svariati chilometri per recarsi nelle sedi assegnate, mette inevitabilmente a repentaglio la propria sicurezza e salute, personale e familiare. È doveroso tenere conto, in un periodo di emergenza sanitaria quale quella che stiamo vivendo, del rischio infettivo che i medici corrono quotidianamente nel servirsi di mezzi pubblici per gli spostamenti, spesso di lunga durata, verso la sede di assegnazione il tirocinio pratico.
 
Alla luce delle gravi motivazioni precitate chiediamo una pronta modifica dei dettami regolamentari.
 
Samanta Papadia
Rappresentante SNAMI Giovani medici in formazione e precari Emilia Romagna

04 Dicembre 2020

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