In memoria di Maddalena Carta 

In memoria di Maddalena Carta 

In memoria di Maddalena Carta 

Gentile Direttore,
non avremmo mai voluto leggere e commentare la morte di una giovane collega come Maddalena Carta. Oggi, sempre più spesso, politici e funzionari del SSN e parte dei media, dipingono il medico di famiglia, come la figura meno impegnata nell’ambito del pianeta salute.

Si sente, a tutti i livelli, di parlare di impegno orario minimo, di deresponsabilizzazione che passa tramite la sempre più frequente compilazione di una prescrizione, spesso inappropriata, di visita specialistica e/o di accertamenti diagnostici costosi ed inutili.

Si arriva a cambiare la realtà dei fatti, lasciando credere che, per nessun motivo il medico di famiglia lascerebbe il proprio studio e non visiterebbe a domicilio. Sempre più spesso, la figura del medico di medicina generale è vista, dalla parte pubblica, come manodopera gratuita su cui riversare incombenze burocratiche che nulla hanno a che vedere con la clinica e con la salute del cittadino. Occorrerebbero, all’opposto, politiche attive per indire concorsi ed assumere nuovo personale. Invece, abbiamo dovuto commentare la morte della giovane collega Maddalena Carta che ha trascurato un proprio malessere, per non lasciare da soli i propri pazienti.

Mai avremmo voluto cogliere l’occasione di sussurrare ai denigratori di un’intera categoria “ abbassate il capo e vergognatevi”, la dottoressa Maddalena Carta non era un medico di base ma un Medico di Famiglia, quella particolare specie di persone che antepone i propri pazienti a sé stessa. Maddalena Carta poteva fare altre scelte perché, in base alle normative vigenti, avrebbe potuto comunicare all’ASL di doversi assentare e di non poter provvedere alla propria sostituzione; passando la patata bollente alla burocrazia.

Ma la dottoressa Maddalena Carta sapeva bene che neanche l’ASL sarebbe riuscita a sostituirla. In definitiva non voleva creare, anche se non per colpa sua, un caso di malasanità, tanto cara a coloro che vogliono far causa a medici e a ospedali.
La dottoressa Maddalena Carta ha pensato all’anziano, al paziente oncologico, al paziente cronico che in sua assenza sarebbero stati abbandonati. Maddalena Carta, nei suoi ultimi giorni, ha fatto scudo con sé stessa frapponendosi tra loro e il Moloch della malattia e quello della burocrazia del SSN.

Leonida Iannantuoni
Presidente di ASSIMEFAC (Associazione Società Scientifica Interdisciplinare e
di Medicina di Famiglia e Comunità) e Consigliere Nazionale FISM

01 Ottobre 2025

© Riproduzione riservata

Infermieri di ricerca: un’occasione da non perdere
Infermieri di ricerca: un’occasione da non perdere

Gentile Direttore,il decreto legislativo n. 67/2026, recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 23 dicembre 2022, n. 200 sul riordino della disciplina degli IRCCS, introduce finalmente il riconoscimento della...

Suicidio assistito, citare incautamente la psicologia non aiuta la maturazione degli individui e della società
Suicidio assistito, citare incautamente la psicologia non aiuta la maturazione degli individui e della società

Gentile Direttore,il recente Position Paper della Società Italiana di Cure Palliative (SICP) sul suicidio medicalmente assistito (SMA) richiama il celebre modello delle euristiche cognitive elaborato da Daniel Kahneman e Amos...

Aris riapre i tavoli. Ora si parli anche di sistema
Aris riapre i tavoli. Ora si parli anche di sistema

Gentile Direttore,la notizia del 16 giugno 2026 merita attenzione. Il Consiglio Nazionale dell’ARIS — l’Associazione religiosa istituti socio-sanitari — ha dato avvio simultaneamente a cinque tavoli negoziali per il rinnovo...

Medicina generale, Case della Comunità e riforma del territorio
Medicina generale, Case della Comunità e riforma del territorio

Gentile Direttore,non è più sufficiente affermare in astratto che la medicina generale è centrale nel Servizio Sanitario Nazionale: occorre renderla davvero parte stabile, organizzata e riconoscibile della nuova assistenza territoriale....