118 in Toscana. Sia ben distinto ruolo medici e infermieri

118 in Toscana. Sia ben distinto ruolo medici e infermieri

118 in Toscana. Sia ben distinto ruolo medici e infermieri

Gentile Direttore,
sei anni fa la Regione Toscana varò un Piano Sanitario (delibera 1231/12 ) che prevedeva la chiusura di 50 postazioni di emergenza territoriale 118 (Punti P.E.T.). La dura risposta di tutte le sigle sindacali dei medici d'Emergenza 118 bloccò l'insano progetto che avrebbe tolto ai cittadini toscani il soccorso d'emergenza più qualificato e professionale del medico a bordo di ambulanze ed automediche.
 
Ci si riprova adesso, perché una recente comunicazione dell’ASL Toscana Nord Ovest potrebbe far pensare che si stia  tentando di puntare ad un modello organizzativo di de-medicalizzazione del territorio, sostituendo i medici 118 con gli infermieri, con motivazioni diverse, a partire da  un presunto risparmio dei costi.
 
Nelle postazioni estive di Marina di Massa, Marina di Pisa, Marina di Vecchiano, Marina di Castagneto Carducci  e per i Grandi Eventi e manifestazioni, dal 1 Luglio, sono stati  utilizzati infermieri al posto di medici in servizio da 15/20 anni in media, con il pretesto, definito nella delibera dell’ASL di Potenziamento estivo di Emergenza Territoriale 118.
 
Il Sindacato Medici Italiani è perfettamente consapevole sia delle capacità professionali degli infermieri laureati e formati per le emergenze, sia dell’indispensabile integrazione operativa medico – infermieristica nella attuale organizzazione sanitaria regionale e nazionale. Lo SMI, allo stesso tempo, si sente in dovere di riaffermare che la distinzione di ruoli, funzioni e ambiti professionali tra le due figure (tra infermieri e medici) deriva da diversi percorsi e anni di studio, da differenti livelli professionali, da diverse responsabilità legali.
 
I medici del 118 possono per legge fare diagnosi e risolvere molti casi clinici al letto del paziente, contrastando, in questo modo, quei  ricoveri impropri al Pronto Soccorso.  
 
Pretestuoso risulta essere richiamarsi ad un principio di risparmio dei costi in quanto ogni ambulanza medicalizzata verrebbe sostituita, secondo il progetto regionale, da ben due ambulanze infermieristiche e due ambulanze ordinarie e ciò significherebbe costi maggiori ed abbassamento della continuità e del livello assistenziale per i cittadini.
 
Pretestuoso, ancora di più, affermare che manchino i medici di Emergenza dal momento che la Regione, da anni ,ha bloccato i Corsi di  Formazione per  l'Emergenza previsti dalla legge per lavorare nelle ambulanze e i concorsi per le assunzioni, sottolinea Marini >.
 
Stupisce, a dir poco, che tale profonda riorganizzazione di un settore cruciale per la vita e la salute dei cittadini sia stata pensata e preparata senza la benché minima consultazione con i rappresentanti sindacali di coloro che ci lavorano e cioè i medici 118. Risulta essere irrazionale che si sia ipotizzato di far lavorare i medici del Pronto Soccorso in contemporanea, nello stesso turno, sul territorio con le automediche, creando condizioni insostenibili per gli operatori,  situazioni altamente rischiose per i pazienti, disfunzioni per le Centrali Operative, in  violazione delle più elementari norme sulla sicurezza del lavoro e delle regole di garanzia igienico – sanitaria.
 
Il Sindacato Medici Italiani stigmatizza queste scelte e le modalità della loro preparazione, ma ,in una logica propositiva e collaborativa, chiede, formalmente, che venga convocato subito un tavolo tecnico tra  Regione – OO.SS. per il "Riordino della Emergenza Sanitaria Territoriale della Toscana" ,promesso , e mai tenuto,  sin da  dicembre 2017.
 
Nicola Marini
Segretario regionale della Toscana dello SMI

04 Luglio 2018

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