Infermieri Ssn e la “zavorra” dell’esclusività 

Infermieri Ssn e la “zavorra” dell’esclusività 

Infermieri Ssn e la “zavorra” dell’esclusività 

Gentile Direttore,
sono un infermiere specializzato nell’emergenza urgenza e sostenitore di Anpse. In questi giorni la discussione in merito al prolungamento della possibilità di libera professione per i dipendenti delle aziende pubbliche è più attuale che mai.

Vorrei allora porvi una mia riflessione.

Luigi (nome di fantasia) è un infermiere. Si è laureato 10 anni fa. Da allora ha vinto un concorso ed è stato assunto in ASL. Come da contratto ha l’esclusività di contratto: nonostante sia un professionista sanitario, paghi l’iscrizione all’ordine, abbia un’assicurazione richiesta per legge, può lavorare solo ed esclusivamente per l’azienda. Quando va bene Luigi, il 27 di ogni mese, raggiunge i 1.700 euro mensili di stipendio (se si conta indennità notturna, indennità di rischio, pagamento di eventuali straordinari ecc). Luigi è costretto, per poter svolgere la sua professione a raggiungere un tot di ECM (crediti di Educazione Continua in Medicina) annuali, pena la radiazione dall’ordine.

Luigi ha due alternative:
A) cercare tutti i FAD (Formazione Gratuita a Distanza) sui siti internet. Essi non c’entrano nulla con il lavoro quotidiano di Pippo, ma sono gratis e gli consento di raggiungere il minimo dei crediti necessari con semplicità
B) iscriversi a un master di tasca propria (3.000 euro in media senza contare spese viaggio ecc) oppure a corsi di clinica avanzata (dai 600 ai 1000 euro di corso per due giorni), che gli farebbero raggiungere i crediti annuali ed aumenterebbero drasticamente le sue conoscenze e la qualità dell’assistenza verso il paziente

Luigi però ha sempre quei 1.700 euro al mese (nei mesi fortunati! ) e nessuna possibilità per arrotondare..
Che scelga A o B, al 27 arriverà sempre e comunque la stessa busta paga.
Se foste Luigi, infermiere con due figli, un mutuo da pagare e l’auto da mantenere, scegliereste A o B?

Ora entriamo nel mondo parallelo in cui Marco (altro nome di fantasia) è un infermiere proprio come Luigi, ma con un’unica differenza: non ha l’esclusività di contratto con l’azienda.
Questo fa si che Marco, oltre a lavorare per la sua Azienda sanitaria, possa proporre la sua professionalità anche privatamente, arrotondando il suo stipendio dei 1.700 nei mesi fortunati.
Marco allora fa di tutto per investire nella sua formazione, perché ha qualche soldo in più e perché sa che più sarà formato con master e corsi sanitari avanzati, più avrà “mercato” nel privato.
L’entusiasmo di aumentare in modo costante la propria professionalità, però, farà sì che Marco garantisca anche una migliore qualità dell’assistenza ai pazienti dell’azienda sanitaria per cui lavora.
E se voi foste i pazienti ricoverati in quell’azienda sanitaria, vorreste Luigi o Marco a prestarvi assistenza?

Alberto Pautassi
Infermiere

17 Aprile 2025

© Riproduzione riservata

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...