INRCA di Roma: “Tra due mesi si chiude, ma ancora non sappiamo dove andremo a lavorare” 

INRCA di Roma: “Tra due mesi si chiude, ma ancora non sappiamo dove andremo a lavorare” 

INRCA di Roma: “Tra due mesi si chiude, ma ancora non sappiamo dove andremo a lavorare” 

Gentile direttore,
i sottoscritti dipendenti dell’IRCSS di diritto pubblico INRCA desiderano segnalarle l’improvvisa accelerazione che la crisi dell’Ente ha subito nelle ultime settimane con chiusura stabilita per 31/12/2012 con possibili serie conseguenze sul futuro occupazionale di tutto il personale e grave disservizio per i nostri pazienti (utra 65 enni).

Il nostro è un Istituto a Carattere Scientifico Pubblico che si occupa di invecchiamento e della gestione clinica e terapeutica dei pazienti anziani ( in sede sono presenti reparti di Geriatria, Cardiologia, Edocrinologia -diabetologia e studio delle tireopatie- DHOncologico, Servizio di laboratorio Analisi e Radiologia), che fino ad oggi ha operato nel territorio della Asl/Roma E. 

Come è noto, l’ente è parte di una struttura multiregionale avente sede legale ad Ancona, ma operanelle reti assistenziali del SSR Lazio, come da decreto 80/2010. La crisi finanziaria della struttura sitrascina ormai da alcuni anni, per il mancato riconoscimento da parte della regione Lazio di una quota ingente delle prestazioni effettuate e l’accumulo di un passivo crescente che verrebbe a gravare sul bilancio della regione Marche. Il tentativo del DG Giuseppe Zuccatelli perseguito nell’ultimo anno di porre rimedio alla crisi accorpando l’INRCA di Roma ad una struttura ospedaliera maggiore (S.Andrea, Pol. Casilino, Università Tor Vergata) con lo scopo di ottenere un risparmio sul costo dei servizi (laboratorio, radiologia), si è esaurito all’inizio di luglio per il mancato accordo con la Regione Lazio.

E’ stata allora presa in considerazione l’alternativa della dismissione, con il conseguente avvio di colloqui per la ridestinazione del personale nell’ambito di altre strutture sanitarie dell’area romana; anche questa trattativa si è trascinata senza conclusione alcuna. A questo punto, la presidenza della Regione Marche e la dirigenza dell’Ente hanno deciso in autonomia di procedere alla chiusura della sede romana, prevista per la fine di dicembre; contemporaneamente, sono stati avviati gli atti per la messa in mobilità del personale, comprendente 117 dipendenti, tra medici, infermieri, amministrativi.

Il mancato accordo con la regione Lazio rende tuttavia assai incerto il destino del personale, poiché in assenza di tale accordo non risulta ancora attivata la procedura prevista dal decreto commissariale 49/2011 per le aziende sanitarie pubbliche in dismissione, IRCCS pubblici compresi; tale incertezza si riflette nel fatto che a poco più di due mesi dalla chiusura, né ai dipendenti singoli né alle rappresentanze sindacali è stata data alcuna informazione sulla sede dove potrà continuare l’attività lavorativa.
 
 
I Dottori della sede INRCA di Roma
Donatella Del Sindaco
Mimma Raffaele
Luca Sgorbini
Edoardo Nevola
Emilio Cicone

vari firmatari medici

30 Ottobre 2012

© Riproduzione riservata

Il rapporto pubblico-privato: il caso delle case di cura in cui il Ssn si fa concorrenza sleale da solo
Il rapporto pubblico-privato: il caso delle case di cura in cui il Ssn si fa concorrenza sleale da solo

Gentile Direttore, partiamo da una considerazione preliminare utile a evitare equivoci: non sono a priori favorevole a ridurre di per sé il ruolo della sanità privata all’interno del Servizio Sanitario...

Incompatibilità, dirigenza, autonomia: una riforma senza coerenza sistemica
Incompatibilità, dirigenza, autonomia: una riforma senza coerenza sistemica

Gentile Direttore,seguiamo con attenzione il dibattito parlamentare sulla riforma delle professioni sanitarie e, alla luce degli emendamenti depositati, sentiamo l’esigenza di condividere alcune riflessioni che credo possano contribuire a un...

Per il governo delle aziende distinguere tra salute e servizi e superare il DG monocratico
Per il governo delle aziende distinguere tra salute e servizi e superare il DG monocratico

Gentile Direttore,l’articolo di Marinella D’Innocenzo “Direttori generali tra tecnica e politica. Un ruolo che è cambiato più delle regole per selezionarli” credo sia meritevole di un commento non tanto critico...

Dopo i numeri di Bertolaso, la sanità lombarda è alla prova dell’equità
Dopo i numeri di Bertolaso, la sanità lombarda è alla prova dell’equità

Gentile Direttore,i dati presentati da Regione Lombardia sul contenimento delle liste d’attesa meritano una valutazione seria e senza letture ideologiche. I numeri diffusi dalla Cabina di Regia mostrano segnali da...