Intramoenia. Sarà pure vero che non allunga le liste d‘attesa, però riduce i tempi per chi paga 

Intramoenia. Sarà pure vero che non allunga le liste d‘attesa, però riduce i tempi per chi paga 

Intramoenia. Sarà pure vero che non allunga le liste d‘attesa, però riduce i tempi per chi paga 

Gentile Direttore,
Le scrivo in merito al persistente dibattito che coinvolge l’attività di Libera Professione Intramoenia (ALPI) e il suo presunto o reale impatto sui tempi di attesa per le prestazioni erogate in regime di Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Se da un lato si sostiene che l’ALPI sia un’attività svolta in aggiunta e non in concorrenza con le prestazioni istituzionali, la realtà percepita e, a mio avviso, anche sistemica, suggerisce una correlazione che non può essere ignorata.

La questione centrale, che va oltre la mera dimostrazione statistica, risiede nella distorsione temporale che l’Intramoenia introduce nel sistema. Non è necessario dimostrare che l’ALPI causi direttamente l’allungamento delle liste d’attesa; è sufficiente osservare il divario tra i tempi di accesso.

Quando un cittadino si trova a dover prenotare un esame diagnostico cruciale, come ad esempio una colonscopia, e scopre che:
â—� In regime SSN la prenotazione è disponibile dopo molti mesi.
â—� In regime Intramoenia (spesso con lo stesso professionista, nella stessa struttura pubblica) la prestazione è accessibile dopo pochi giorni.

Questo dislivello rappresenta un problema profondo e multifattoriale. Tale situazione genera conseguenze negative su più fronti:
1. per il cittadino: il paziente con necessità urgente, che si vede costretto ad aprire il portafoglio per accedere in tempi rapidi a una prestazione, vive un senso di ingiustizia sociale e di crisi di fiducia nei confronti del sistema sanitario pubblico, il cui principio fondante è l’universalità e l’equità di accesso;
2. per il SSN: l’Ente pubblico subisce una perdita di immagine e, potenzialmente, una sottrazione di risorse (tempo-medico e strumentazioni) che, pur essendo formalmente aggiuntive, potrebbero e dovrebbero essere orientate prioritariamente al superamento delle criticità istituzionali. La facilità di accesso all’ALPI finisce per rendere il servizio pubblico la seconda opzione, un paradosso insostenibile.

In conclusione, anche ammettendo che, per regola, l’ALPI venga esercitata solo dopo aver onorato gli impegni istituzionali, l’effetto sul cittadino resta quello di una privatizzazione di fatto dei tempi di cura.

Fino a quando esisterà un divario così netto e percepibile tra il tempo di attesa per la prestazione gratuita e quello per la prestazione a pagamento all’interno della medesima struttura pubblica, non si potrà affermare che la Libera Professione Intramoenia non rappresenti, almeno nell’immaginario collettivo e nel funzionamento pratico, un elemento di distorsione sistemica e di forte correlazione con la drammatica realtà delle liste d’attesa.

Marco Pingitore
Dirigente Psicologo CSM Mesoraca – ASP Crotone

05 Novembre 2025

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