L’importanza dell’educazione sanitaria nelle scuole dell’obbligo

L’importanza dell’educazione sanitaria nelle scuole dell’obbligo

L’importanza dell’educazione sanitaria nelle scuole dell’obbligo

Gentile Direttore,
in un recentissimo studio1 sull’analisi globale della mortalità dal 1990 al 2030, la divergenza/convergenza del dato tra sessi tenderà ad assottigliarsi, con incremento dell’aspettativa di vita. I dati più significativi li registrerà la regione africana, con la progressiva riduzione della disparità tra i sessi, mentre nei paesi OCSE il dato migliorerà, ma rallenterà nel tempo.

Il divario della mortalità tra uomo e donna, comunque, continuerà a persistere, in quanto gli uomini sono possessori del cromosoma Y che, come analizzato in uno studio2, nella senilità va incontro a perdita del mosaico ematopoietico con la conseguente comparsa di malattie cardiovascolari e cardiache.

Pertanto avremo nel mondo sempre più persone anziane, ma quale sarà l’aspettativa nell’assistenza sanitaria? L’Italia come modificherà la sua organizzazione sanitaria per rispondere a questo scenario?

Per quanto riguarda il nostro Paese il dato, forse, è il più complesso nell’analisi e nella lettura. La popolazione italica ha il più alto indice di vecchiaia tra i Paesi dell’UE (182.6 anziani ogni 100 giovani), con un’aspettativa di vita media di 84,01 anni (81.90 per gli uomini e 85,97 per le donne), seguita, con elevato distacco, da Portogallo (167,0) Grecia e Germania (rispettivamente 159,4 e 159,2). Ha il terzo dato peggiore nella natalità (1,25 nascite per donna), con un calo del 32% di nuovi nati dal 2008 al 2022.

Quindi l’organizzazione dei sistemi sanitari, dagli ospedali, agli ambulatori, passando per le farmacie, dovrà per forza tener presente questi dati e quelli derivanti dai nuovi stili di vita. Purtroppo, però, è in corso da parecchi anni un depauperamento del nostro Sistema Sanitario Nazionale, con ristrettezza di fondi, pessima organizzazione manageriale e fuga di personale all’estero o verso strutture private.

Per ottemperare a tali carenze – con l’auspicio che il futuro del SSN sia splendente – occorrerà intervenire attraverso la cultura, ovvero attraverso la prevenzione. Molteplici studi scientifici attestano come quest’ultima e la promozione della salute siano strumenti per ridurre l’incidenza delle malattie e della mortalità, favorendo il mantenimento del benessere della qualità della vita, con conseguente riduzione dei costi.

Invece i sistemi sanitari sembrano più inclini a privilegiare trattamenti costosi a scapito di investimenti in cultura preventiva. Un esempio può esser l’incremento dell’utilizzo della semaglutide, farmaco per il trattamento del diabete di tipo 2 che, somministrato in modalità off-label per l’obesità, è capace di ridurre il peso corporeo fino al 15% in 16 mesi. L’Agenzia Italiana del Farmaco ha comunicato che vi saranno carenze per tutto il 2024, consigliando ai medici di non intraprendere cure diabetologiche con tale farmaco, lasciando così i potenziali beneficiari delle cure sprovvisti. Senza considerare l’enorme costo, il Washington Post ha stimato una spesa di 26.8 miliardi di dollari se il 10% dei pazienti statunitensi obesi del Medicare utilizzasse il farmaco.

Per questo bisogna ri-partire dalla prevenzione, dalla cultura della salute. Occorre inserire nel percorso di crescita dei ragazzi, che saranno gli adulti del futuro ma soprattutto le sentinelle nelle mura domestiche del presente, un programma di educazione sanitaria nelle scuole dell’obbligo.

Educarli, informarli, parlare in modo che siano completamente consci del mondo salute, partendo dai corretti stili di vita, dallo sport quotidiano, passando dalla sana alimentazione e ai pericoli dell’utilizzo di alcol e tabacco, ed arrivando alle malattie sessualmente trasmissibili. Investire nella cultura è sempre il miglior utilizzo delle finanze pubbliche: se questa poi si traduce in un corretto stile di vita con decremento delle malattie e del carico sul sistema sanitario, allora l’investimento si tradurrà in un netto guadagno.

Pertanto spingiamo affinché l’educazione sanitaria diventi obbligatoria nelle scuole.

Massimiliano Cinque
Dottore in Farmacia

Note
1 https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0295842#sec001
2 https://www.science.org/doi/10.1126/science.abn3100

24 Gennaio 2024

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