L’importanza della prevenzione e il silenzio (assordante) della politica: riflessioni a partire dall’esposto contro Bassetti

L’importanza della prevenzione e il silenzio (assordante) della politica: riflessioni a partire dall’esposto contro Bassetti

L’importanza della prevenzione e il silenzio (assordante) della politica: riflessioni a partire dall’esposto contro Bassetti

Gentile direttore,
mi sono presa qualche giorno prima di commentare la vicenda della lettera con la quale 123 medici hanno chiesto al presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Genova, Alessandro Bonsignore, di sottoporre il virologo Matteo Bassetti a un procedimento disciplinare.

Non userò questo spazio, gentilmente concessomi dal Direttore Fassari, per entrare nel merito delle accuse – a mio avviso assolutamente fuori luogo – lanciate contro un professionista che conosco e stimo. Piuttosto, mi sento in dovere di evidenziare che questa vicenda è stata accompagnata da un assordante silenzio da parte della politica.

Tale silenzio, che non esito a definire inquietante, non può essere giustificato semplicemente come volontà di non volere interferire in una vicenda che riguarda un professionista che per forza di cose è divenuto una figura pubblica e, in quanto tale, è esposto alle critiche, anche se scriteriate e mal poste come in questo caso. Questo approccio non mi convince per nulla, poiché l’attacco proviene da quella parte del mondo medico – per fortuna del tutto minoritaria – che è sempre stata contraria alla vaccinazione obbligatoria e alle misure prese durante la pandemia per contrastare i contagi e mi stupisce dunque che non ci sia stata nessuna voce che si sia levata, non tanto a difesa del Prof. Bassetti, quanto a difesa di un approccio scientifico su questi temi.

Ancora oggi – quando sarebbe possibile avere una maggiore lucidità nell’analisi di quanto è accaduto nel corso della pandemia – nessun rappresentante della nostra classe politica ha ritenuto di esprimere parole che evidenzino l’importanza, senza se e senza ma, che i vaccini hanno nella nostra società. Naturalmente non mi riferisco esclusivamente al ruolo che i vaccini hanno avuto nel gestire la pandemia, ma alla validità – scientificamente comprovata – che questi presidi hanno nel prevenire patologie che impatterebbero in maniera devastante sulla nostra società.

Credo che i nostri rappresentanti politici e istituzionali debbano cominciare a porsi l’obiettivo di contrastare il proliferare di posizioni intransigenti, che non rispecchiano le esigenze reali del nostro sistema sanitario e non collimano con l’obiettivo di aumentare il livello di prevenzione sanitaria nel nostro Paese. Si tratta di un tema di salute pubblica, e in quanto tale è fondamentale assumere una posizione chiara, non fraintendibile.

Questi sono argomenti che mi sono particolarmente cari, anche in riferimento alle progettualità che stiamo sviluppando con la Fondazione The Bridge, che ho l’onore di presiedere, con il contributo di esperti, clinici, associazioni di pazienti, aziende e autorevoli referenti della società civile organizzata. Tra i diversi temi, infatti, quello della prevenzione e dell’importanza di una corretta prassi vaccinale rappresenta un ambito di approfondimento in cui crediamo profondamente, specie in riferimento a specifiche categorie di soggetti, ad esempio, come quella dei pazienti cosiddetti “fragili”.

Ma affinché il lavoro e il parere degli esperti possa essere realmente messo a fattor comune, l’auspicio è che la politica non abbia timore di levare una voce chiara e autorevole e, sulla base delle evidenze scientifiche, indirizzi correttamente i cittadini verso adeguati percorsi di prevenzione.

In questo senso, come Fondazione The Bridge, continueremo ad impegnarci a stimolare il dibattito e gli interlocutori istituzionali, senza paura di prendere posizioni nette in riferimento a valori e in cui crediamo fermamente.

Rosaria Iardino
Presidente Fondazione The Bridge

18 Luglio 2023

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