La Calabria è vicina

La Calabria è vicina

La Calabria è vicina

Gentile Direttore,
le vicende della sanità della Calabria coinvolgono tutti coloro che hanno a cuore presente e futuro del Servizio Sanitario Nazionale. Si è avuta a lungo l’impressione che la maglia nera tra le Regioni Italiane sottoposte alla verifica degli adempimenti nella classifica della Griglia LEA e l’ultima o lì vicino posizione nella maggioranza dei sistemi di valutazione delle performance regionali (come quello del CREA   e quello di Meridiano sanità) fossero qualcosa di inevitabile e lontano. Tanto lontano che raramente ci sono interventi sulle vicende della sanità calabrese che non vengano dolorosamente dall’interno di quella realtà regionale.

In realtà lo stato della sanità calabrese è un tema centrale di tutta la sanità pubblica italiana perché la presunta ineluttabilità di un suo fallimento sarebbe un segno di impotenza del Servizio Sanitario Nazionale rispetto agli squilibri territoriali che lo affliggono. Per questo vanno guardate con interesse anche “da lontano” le sue vicende e per questo credo che i segnali positivi che vengono dalla Calabria sui progetti del PNRR vadano colti come qualcosa di positivo e importante.

Il professor Ettore Jorio, voce calabrese autorevole presente con continuità qui su QS, ha di recente descritto su queste pagine  come la riorganizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale calabrese abbia preso il via e come questa volta “la peggiore” sia andata in fuga anticipando tutti come qualità della procedura e come criteri selettivi utilizzati per la “messa a terra” delle strutture di prossimità da realizzare con i fondi PNRR (Missione 6, Componente 1). La Regione Calabria ha infatti individuato 91 strutture/iniziative, da distribuire nel difficile territorio calabrese, e contestualmente codificato il nuovo Distretto Sanitario.

Sempre qui su QS sono stati riportati i dati sui bilanci 2020 delle sanità regionali. Nel commento ai dati si legge che i conti per Toscana, Puglia, Molise, Calabria e Abruzzo (ante coperture aggiuntive) hanno segno negativo, ma si evidenzia anche che la Calabria con una perdita di 20 milioni di euro nel 2020 aveva avuto nel 2019 un rosso ben più alto pari a 121 milioni. Insomma in Calabria anche da lontano si vede che qualcosa si muove e si muove nella direzione giusta.

Quello che invece non sembra fare un passo è la vicenda del colonnello dei carabinieri Maurizio Bortoletti nominato lo scorso novembre subcommissario per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario della Regione Calabria, come segnalato anche qui su QS.

Ho letto più di un mese fa che “La vicenda dell’uomo dei conti è tuttora avvolta in un mistero (per niente buffo). Il colonnello Maurizio Bortoletti è stato nominato sub commissario della Sanità calabrese lo scorso 18 novembre. A quattro mesi dalla sua designazione, tuttavia, l’ufficiale dei carabinieri non si è ancora insediato. E nessuno, finora, ha saputo spiegare ufficialmente i motivi di questo stallo. Quel che si sa è che Bortoletti – nominato dal Governo Draghi su indicazione del presidente della Regione Roberto Occhiuto – non è stato ancora autorizzato ad assumere l’incarico e non ha, dunque, ricevuto il necessario nulla osta dal comando dei carabinieri.”

Mi pare di capire che a tutt’oggi la vicenda non si sia sbloccata. Non entro nel merito delle motivazioni verosimilmente serie alla base di questo impasse. Sottolineo però che la vicenda non mi pare possa essere trattata alla stregua di una vicenda locale o, peggio ancora, come una ennesima e involontaria brutta pagina della sanità calabrese condannata a subire vicende che rischiano di impedirle quella rinascita che le risorse del PNRR potrebbero invece avviare.

Rubo al professor Jorio le ultime parole di un suo intervento che ho già citato prima in cui ricorda come “la Calabria abbia bisogno di “coccole” e d’interventi perequativi straordinari, che si sperano imminenti”. Ecco, se accanto a coccole e interventi perequativi arrivasse finalmente anche il colonnello Maurizio Bortoletti sarebbe una buona notizia per tutti, non solo per i calabresi.

Claudio Maria Maffei

Claudio Maria Maffei

26 Aprile 2022

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