La faziosità delle Iene e le farmacie

La faziosità delle Iene e le farmacie

La faziosità delle Iene e le farmacie

Gentile direttore,
 
le scrivo in merito al servizio apparso ieri in tv alle Iene riguardo medici, farmacisti e corruzione. Sono un giovane farmacista non titolare che conosce bene la realtà della provincia di Napoli.
Ho visto ieri le Iene e purtroppo devo constatare che la qualità giornalistica e la palese faziosità con la quale è stato condotto il servizio è assolutamente da condannare e merita una doverosa precisazione.
Tralascio il fatto (comunque non secondario) che mancava il contraddittorio di FederFarma, accusata pesantemente, ma vorrei soffermarmi sulla “prassi” (secondo il servizio) illegale di affittare a medici di base alcuni locali in dotazione o di proprietà della farmacia.
Dico subito che non è reato, in quanto il comparaggio o le violazioni di cui nel servizio si è dato ampio spazio (ecco la faziosità) non sono riscontrabili nè verificabili.
Se il farmacista vuole affittare dei locali a medici di base (che accettano e credetemi nella provincia di Napoli sono gli stessi medici ad andare nei locali del migliore offerente-farmacista), non si configura alcuna tipologia di reato, anzi…E’ un servizio ulteriore offerto al cittadino che in questo modo trova in poco meno di 100/200 m assistenza sanitaria gratuita e completamente rimborsata dallo Stato. Il cittadino è comunque libero di andare in qualsiasi altra farmacia (solo nel caso contrario è ipotizzabile il reato di comparaggio o truffa ai danni del SSN).
Il farmacista quindi sfrutta SOLO ED ESCLUSIVAMENTE il criterio di vicinanza del servizio offerto dal medico di base per poter incrementare il numero di ricette.
Questa tecnica NON E’ ASSOLUTAMENTE REATO e il servizio di ieri delle IENE è lesivo dell’immagine non solo dei medici ma soprattutto di tutte le farmacie italiane il cui servizio rimane in assoluto il più apprezzato e capillarmente diffuso su tutto il territorio italiano. Allora cosa dovrebbe fare lo Stato per scoraggiare questa “prassi” ?? Vietare la presenza del medico di base nel raggio di 500 m da una farmacia?? E per quale motivo ostacolare al cittadino la possibilità di trovare un servizio unico e omnicomprensivo in pochi metri?? Comprendete quindi quale faziosità del servizio “giornalistico” di ieri..
Spero che FederFarma ricorra alle vie legali.
Questa "caccia alle streghe" bipartisan, inaugurata dal primo governo Prodi in poi, di noi farmacisti deve finire.
Siamo professionisti, offriamo un servizio allo Stato (anche economico in quanto siamo NOI che per conto dello Stato anticipiamo i soldi per i farmaci) e meritiamo rispetto.
Da tutti….!!!!!
Spero vogliate accettare questo sfogo…
Cordiali saluti

Dott.Alberto Catapano
Farmacista
 

Alberto Catapano

02 Marzo 2012

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