La figura del Direttore del Centro nazionale sangue non può essere indebolita

La figura del Direttore del Centro nazionale sangue non può essere indebolita

La figura del Direttore del Centro nazionale sangue non può essere indebolita

Gentile Direttore,
sento la necessità di intervenire per portare alla luce il rischio di un indebolimento delle competenze scientifiche e professionali che sono state caratterizzanti, in questi anni, la direzione del Centro Nazionale Sangue. Una struttura del Ministero della Salute che opera all’interno dell’Istituto Superiore di Sanità e che svolge funzioni di coordinamento e controllo tecnico-scientifico del sistema trasfusionale nazionale.

Il rischio è che il profilo altamente specializzato previsto come criterio per l’individuazione della figura del Direttore del Centro possa mutare. La preoccupazione trova origine in un emendamento di Fratelli d’Italia al ddl 1241 “Misure di garanzia per l’erogazione delle prestazioni sanitarie e altre disposizioni in materia sanitaria”, attualmente in discussione presso la Decima commissione del Senato.

La proposta di modifica (emendamento 6.0.16 a firma Scurria, Leonardi, Mancini) prevede infatti di modificare l’art. 12 della legge 21 ottobre 2005, n. 219 che disciplina l’individuazione della figura del Direttore del Cns, proponendo che lo stesso possa essere individuato “tra dirigenti, anche non dipendenti dall’Istituto, con adeguata esperienza dirigenziale, almeno quinquennale, nel campo della programmazione delle attività sanitarie”.

Sebbene non ancora discussa, la proposta di modifica ha già determinato una reazione di forte contrarietà in tutto il panorama delle associazioni e delle organizzazioni operanti nella medicina trasfusionale. La Federazione nazionale United ha espresso i propri timori, ricordando che «da riceventi e pazienti confrontandoci con gli ultimi quattro direttori del CNS, ne abbiamo riscontrato capacità professionali e specifiche, la nostra certezza che tale ruolo comporta compiti che riguardano non solo il “coordinamento”, ma anche, e soprattutto, il “controllo tecnico-scientifico”».

Dello stesso avviso i componenti dell’associazione Immunodeficienze primitive: «Per noi – hanno dichiarato – sarebbe imprescindibile la necessità ed obbligo di una direzione medica dotata di adeguata e documentata pluriennale comprovata esperienza organizzativa, gestionale e programmatoria in ambito trasfusionale». E così molte altre, a ribadire la necessità di fermare una modifica che potrebbe determinare una svalutazione del ruolo e delle funzioni del Centro Nazionale Sangue.

Siamo pronti a portare questa istanza nel lavoro di esame degli emendamenti al Ddl Prestazioni Sanitarie e a condurre una ferma battaglia per scongiurare il rischio di modifica delle norme attualmente vigenti. La conoscenza scientifica e le competenze tecniche devono essere un pilastro per tutte le agenzie governative che fanno capo al ministero della Salute. Ci auguriamo che il Ministro Schillaci sia del nostro stesso avviso.


Ylenia Zambito
Senatrice del Partito Democratico

21 Febbraio 2025

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