È la fine del contatto umano nella formazione medica?

È la fine del contatto umano nella formazione medica?

È la fine del contatto umano nella formazione medica?

Gentile Direttore,
a causa della pandemia che stiamo vivendo, purtroppo molti eventi scientifici sono stati annullati o rimandati. L’interruzione delle attività di formazione medica continua residenziali e il danno economico ai partner dell’industria congressuale saranno le prossime conseguenze di queste inevitabili decisioni.
Non illudiamoci che si possa, seppur con lentezza, riprendere un modus vivendi simile al periodo pre-pandemia. La Storia testimonia che i prossimi mesi potrebbero anche essere segnati da possibile zero epidemiologico, ma il Covid 19 potrebbe continuare a circolare fin quando non sarà disponibile un vaccino.


 


Bisogna quindi saper ricercare aspetti paradossalmente migliorativi indotti da questa pandemia sulla nostra attività congressuale. La possibilità di organizzare congressi virtuali usando la tecnologia online sembra essere attrattiva e sicura nel risolvere alcune problematiche sopradescritte.
Le nuove piattaforme digitali disponibili (come i webinar) permettono infatti un’avanzata integrazione virtuale tra gli utenti, anche in real-time, dando così l’opportunità per lo scambio delle informazioni. Grazie alla rete di telecomunicazioni 4G e in futuro il 5G, è inoltre garantita la trasmissione d’immagini in alta risoluzione con una qualità vicina alla realtà.


 


Queste tecnologie consentono la creazione di comunità virtuali nelle quali possono essere organizzati eventi “sociali-virtuali” in cui i partecipanti possono discutere di argomenti comuni e dare potenzialmente lo stesso contributo scientifico così come agli eventi live ma senza la necessità di spostarsi dal luogo di lavoro. In tale meeting online i partner del settore “pharma, technology and device” possono anche presentare video dimostrativi, educazionali evitando fini commerciali.


 


Il vero limite di queste tecnologie è l’impossibilità di riprodurre il contatto umano. Molte interazioni formali e informali tra membri delle società scientifiche e partner farmaceutici ed industriali potrebbero essere a rischio, riducendo potenzialmente l’attività di networking. Inoltre, in Società Italiana di Urologia, temiamo molto che il concetto di Istituzione, intesa come luogo fisico, ma anche come "senso dell'Istituzione" possa correre il rischio di essere perso in un evento scientifico societario che sia pianificato totalmente “online”.


 


Idealmente dovrebbe crearsi un’unione tra persone e tecnologia con una progressiva integrazione del mondo digitale in quello reale che faciliti eventi “ibridi” in cui i partecipanti al meeting “on site” ed “on line” possano dibattere su contenuti forniti sulle piattaforme digitali ed interagire con essi in tempo reale.


 


Nel prossimo futuro, le sessioni scientifiche potrebbero essere un insieme di eventi live ed eventi trasmessi online, in real-time o in streaming, per consentire ai partecipanti di scegliere il momento migliore in cui vedere le sessioni. Piattaforme dedicate e applicazioni web per i meeting, migliorate in termini di interfaccia e capacità, potrebbero permettere ai partecipanti di scegliere le sessioni preferite e visitare le aree espositive virtuali.


 


La velocità e la portata della pandemia da COVID-19 hanno modificato tutti gli aspetti della pratica medica e della ricerca. La similare rapida evoluzione sulla pianificazione degli incontri scientifici dovrebbe determinare benefici a lungo termine mediante un’esperienza congressuale più avvincente ed adattabile ed una flessibilità nella fruizione dei contenuti, modulata sui bisogni formativi del singolo partecipante.


Facciamo queste scelte comunicative oggi con giusta riflessione, e saranno contagiose per il domani.


 


Francesco Porpiglia


Ufficio Scientifico Società italiana di urologia


 


Rocco Damiano


Ufficio Risorse e Comunicazione Società italiana di urologia

Francesco Porpiglia e Rocco Damiano

06 Maggio 2020

© Riproduzione riservata

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