La medicina generale è prossima al punto di non ritorno

La medicina generale è prossima al punto di non ritorno

La medicina generale è prossima al punto di non ritorno

Gentile direttore,
la Medicina Generale, così com’è alla deriva, è prossima al punto di non ritorno. Non solo molti giovani medici abbandonano, in itinere, il corso di formazione se si presenta loro la possibilità di accedere ad altra specializzazione, ma è sempre più importante il numero di borse non assegnate poiché, sempre meno colleghi si iscrivono corso di formazione specifica.

La medicina generale è vista al fallimento da tutti coloro che vogliono riformarla: politici, sindacati, istituzioni varie e si badi, nella stragrande maggioranza di casi si tratta di soggetti che non hanno alcuna competenza e/o contezza del lavoro del medico di medicina generale.

In ogni caso, qualunque sia il destino della Medicina Generale, se si vuole ridare dignità e qualità alla disciplina non si può prescindere dalla Istituzione di una Scuola di Specializzazione Universitaria della Medicina Generale. Per oltre 15 anni sono stato docente nella facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Foggia nonché docente e coordinatore del Corso di Formazione Specifica dove, insieme ad altri colleghi appassionati, ho cercato di elevarne il livello formativo.

Purtroppo, negli anni, ho constatato che, nonostante l’impegno e i risultati ottenuti, non vi è stato un riconoscimento da parte di chi gestisce la formazione. Come spesso accade, gli interessi di pochi impediscono di fare il salto di qualità, costringendo i medici in formazione ad essere considerati di serie B con un corso sottopagato e una professione ormai decaduta.

Sono trascorsi circa 20 anni da quando in un’ articolo sottolineavo la necessità di istituire dipartimenti di Medicina Generale / Specializzazione, già presenti in quasi tutti gli stati, purtroppo, dopo anni di battaglie ho dovuto constatare che impegno, e passione nulla, o poco, possono se si scontrano contro ottusità ed interessi di parte.

Per quanto gli articoli di questi giorni, che si susseguono incalzanti sui media, non siano veritieri sull’impegno e la dedizione di gran parte dei medici di famiglia, dipinti come una classe di privilegiati fannulloni ed irresponsabili, le motivazioni che spingono una parte a non istituire una scuola di specializzazione e a non modificare l’assetto lavorativo, sono chiare ed evidenti. Interessi di parte sono alla base della deriva della Medicina Generale. In questi anni ho dovuto constatare con mano il graduale degrado di questa splendida branca della medicina.

Mi auguro che i giovani colleghi, e non solo, prendano coscienza della responsabilità di alcune scelte politico sindacali che in questi anni hanno contribuito a rendere il lavoro più bello, in un lavoro stressante e insoddisfacente.

Spero che in futuro si possa scegliere la disciplina medicina di famiglia con orgoglio e passione con alla base una scuola in cui i docenti, coordinatori e direttori vengano scelti sulla base di curriculum, competenze e esperienze didattiche, e non all’affiliazione ad una classe politico/sindacale, come succede ora nella gran parte delle scuole d’Italia.

Sono anni che l’ASSIMEFAC come società scientifica, si batte per una scuola di Specializzazione, per garantire alle nuove generazioni una formazione all’altezza del proprio ruolo e per dare dignità alla professione. Mi rivolgo ai giovani medici: fate le scelte giuste e riprendetevi il vostro futuro.

Giovanni Battista D’Errico
Presidente del Comitato Tecnico Scientifico di ASSIMEFAC (Associazione Società Scientifica Interdisciplinare e di Medicina di Famiglia e Comunità)

06 Febbraio 2025

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