La morte di un paziente merita rispetto, ma basta processi mediatici

La morte di un paziente merita rispetto, ma basta processi mediatici

La morte di un paziente merita rispetto, ma basta processi mediatici

Gentile direttore,
che la morte non faccia piacere e che sia un evento triste è fuor di dubbio. Morire in ospedale, qualunque esso sia ed in qualunque latitudine, fa discutere, fa notizia, perché in ospedale non si muore. Ma che la morte diventi notizia da prime pagine e che addirittura parta dai media il crucifige della classe medica o degli esercenti la sanità è insopportabile.
 
È di ieri la notizia, data con grande enfasi, del Vigile del Fuoco di Vibo Valentia morto nel reparto di ortopedia di Cosenza dopo un intervento chirurgico e prima di un altro a cui avrebbe dovuto sottoporsi. Fermo restando, per come già detto, che la morte di chiunque, specialmente in ospedale sia un evento a cui tutti i medici e tutti gli esercenti la professione sanitaria si oppongono, un evento a cui non si è mai pronti e che lascia sempre un segno indelebile nella vita di tutti, sia di chi perde il caro sia di chi ha lottato affinché ciò non succedesse, è assolutamente necessario, prima dei processi sommari mediatici, capire, comprendere, valutare il confine tra l'eventuale complicanza e il possibile errore.
 
Ma etichettare in modo errato, il paziente era ricoverato in un altro reparto, l’ortopedia di Cosenza come un mattatoio è assolutamente offensivo e non rende merito a chi ogni giorno fronteggia le difficoltà legate certamente non alla perizia del personale ma a ben altro. Ma, come al solito, serve subito un colpevole, un criminale, quindi si dia in pasto l'elemento debole della catena, il chirurgo e, se possibile, l'ortopedico.
 
Quello che oggi è importante è capire cosa è successo, comprendere il dolore dei familiari di chi non c'è più, evitare che ciò si possa ripetere, ma diventa altrettanto importante comprendere il disagio di chi sa di non avere sbagliato, di chi si è prodigato e si prodiga in ogni momento verso i malati, verso coloro che hanno necessità di un intervento medico-chirurgico o di una parola di conforto.
 
Spesso le copertine, le prime pagine, fanno molti danni e la sordità o la cecità di chi è deputato alla comprensione si perde nei numeri e nelle percentuali di un' economia che non tiene conto delle persona.
 
Massimo Carmelo Misiti
Ortopedico, Responsabile ortopedia Cig, Collegio italiano chirurghi

28 Dicembre 2016

© Riproduzione riservata

Piano nazionale per l’economia sociale: la funzione sociale non dipende dalla forma giuridica ma dal servizio reso
Piano nazionale per l’economia sociale: la funzione sociale non dipende dalla forma giuridica ma dal servizio reso

Gentile Direttore,il Piano nazionale per l'economia sociale rappresenta un passaggio importante. Lo è sul piano culturale prima ancora che normativo, perché riconosce il valore di un'economia capace di produrre non...

La programmazione delle Case e degli Ospedali di Comunità: evitiamo il “fai da te” delle Regioni
La programmazione delle Case e degli Ospedali di Comunità: evitiamo il “fai da te” delle Regioni

Gentile Direttore, in questi giorni c’è un ampio dibattito sul significato da dare ai numeri sulle strutture del PNRR, Case della Comunità e Ospedali di Comunità, effettivamente aperte in tempo...

The Nursing Forum: tredici società scientifiche firmano il Position Paper per una nuova fase della professione infermieristica
The Nursing Forum: tredici società scientifiche firmano il Position Paper per una nuova fase della professione infermieristica

Gentile Direttore,La pubblicazione del decreto ministeriale che ha istituito i nuovi percorsi di Laurea Magistrale a indirizzo clinico rappresenta uno dei passaggi più significativi nel recente sviluppo della professione infermieristica....

L’analisi della spesa sanitaria privata out-of-pocket: oltre tre quarti della spesa è per prestazioni escluse dai livelli essenziali di assistenza
L’analisi della spesa sanitaria privata out-of-pocket: oltre tre quarti della spesa è per prestazioni escluse dai livelli essenziali di assistenza

Gentile Direttore, il dibattito sul ruolo della spesa privata in sanità (47,7 miliardi di euro nel 2024) è sempre molto acceso, essendo tale dato interpretato spesso quale conseguenza della crisi...