La persona al centro della sanità, un paradigma irrinunciabile

La persona al centro della sanità, un paradigma irrinunciabile

La persona al centro della sanità, un paradigma irrinunciabile

Gentile Direttore,
l’assistenza centrata sul paziente, ovvero mirata, efficace, sicura, accessibile, tempestiva, equa, efficiente configura un modello di cura di qualità con esiti concreti sugli assistiti la cui declinazione non può prescindere dalla considerazione delle seguenti aree di azione: ricerca, formazione, clinico-assistenziale e organizzativo-gestionale, valutazione dei risultati.

Aree che fanno da sfondo alla Carta di Udine, un documento di indirizzo scientifico approvato dagli “Stati generali itineranti per l’umanizzazione delle cure e il benessere organizzativo” organizzati dall’Ateneo friulano assieme al Dipartimento di Medicina dell’Università di Udine che sottende nella sua articolazione un cambio di paradigma dell’assistenza che, attraverso multidisciplinarietà e condivisione degli obiettivi di salute, possa indirizzare le scelte future.

Questo cambiamento è fortemente voluto e sostenuto anche dalla professione infermieristica che, come sottolineato in molte occasioni da Barbara Mangiacavalli – Presidente della Federazione Nazionale delle Professioni Infermieristiche (FNOPI) – per realizzarsi necessita dell’abbattimento dei silos organizzativi per far sì che tutti gli stakeholder possano davvero e concretamente concorre alla messa a terra di una sanità centrata sulla persona, di prossimità e proattiva.

Tredici i punti sui quali si articola la Carta: 1 un modello di civiltà, 2 accogliere i bisogni di salute della popolazione, 3 prendersi cura della persona nella sua interezza, 4 accogliere la storia e la narrazione del paziente, 5 promozione della salute e della prevenzione, 6 cooperare con gli enti del terzo settore, 7 porre la tecnologia al servizio della persona, 8 garantire il benessere organizzativo, 9 favorire l’integrazione tra ospedale e territorio, 10 garantire l’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale, 11 garantire la sicurezza, 12 garantire la sostenibilità, 13 garantire la resilienza.

Una trasformazione non più procrastinabile per la sostenibilità del sistema e che coinvolge tutti gli assetti dello stesso perché, come disse Abraham Lincoln, “il miglior modo di predire il futuro è crearlo”.

Marina Vanzetta
L’Infermiere Online

20 Dicembre 2024

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