La ricetta dematerializzata taglia fuori i turisti

La ricetta dematerializzata taglia fuori i turisti

La ricetta dematerializzata taglia fuori i turisti

Gentile direttore,
secondo le stime dell’Ente del turismo italiano (Enit), nel 2023 il 37.7% dei viaggiatori internazionali sceglierà l’Italia. Rispetto agli ultimi 5 anni, un +8%. Contemporaneamente, tutto il paese è interessato da una profonda crisi dei Pronto Soccorso motivata principalmente dalla carenza di personale.

Le due informazioni non sono scollegate perché decine di milioni di turisti in arrivo, lontani dal loro medico e con nessuna conoscenza del Sistema Sanitario Nazionale, si rivolgeranno ai Pronto Soccorso per problemi medici minori, dilatando così i tempi di attesa per pazienti stranieri e italiani.

La telemedicina è una soluzione innovativa e sostenibile che permette di alleggerire questo carico ma è uno strumento spuntato se non può servirsi della ricetta elettronica.

La ricetta elettronica dematerializzata per farmaci non a carico del SSN, prevista dal decreto del 30 dicembre 2020, richiede l’inserimento obbligatorio di un codice fiscale italiano per poter essere erogata.

Oltre alla involontaria discriminazione, questa situazione è un’occasione perduta per ridurre l’impatto del turismo sui servizi di emergenza. Uno studio scientifico (Turcato et al., 2022) ha rilevato come i turisti in viaggio spesso si ammalano e si rivolgono al Pronto Soccorso per semplici mal di pancia e febbre.

Per problemi che non si risolvono semplicemente con un farmaco da banco in farmacia ma che non richiedono necessariamente la visita di persona, l’implementazione di soluzioni efficaci come la telemedicina può contribuire a preservare l’equilibrio tra la crescente affluenza turistica e la qualità dei servizi di emergenza.

Nadia Neytcheva
Co-founder di Doctors in Italy
Piattaforma digitale lanciata dall’acceleratore Bocconi for Innovation (B4i)

06 Giugno 2023

© Riproduzione riservata

Dalla teoria di Michael Marmot alla realtà dei territori: perché curare le disuguaglianze sociali è la prima vera medicina
Dalla teoria di Michael Marmot alla realtà dei territori: perché curare le disuguaglianze sociali è la prima vera medicina

Gentile Direttore, la promozione dell'equità nella salute non passa soltanto attraverso l'efficienza degli ospedali, la qualità dei professionisti o l'innovazione tecnologica. Ridurre le disuguaglianze richiede un approccio più ampio, capace...

Professioni sanitarie ed esercizio fisico: una formulazione che merita un approfondimento
Professioni sanitarie ed esercizio fisico: una formulazione che merita un approfondimento

Gentile Direttore, con riferimento alla notizia riguardante gli emendamenti approvati dalla Commissione Affari Sociali nell'ambito del DDL delega sulle professioni sanitarie, desideriamo sottoporre alcune considerazioni sulla disposizione concernente la promozione...

La medicina generale non si misura in ore, ma nella relazione di fiducia
La medicina generale non si misura in ore, ma nella relazione di fiducia

Gentile Direttore, la discussione sulle nuove modalità organizzative della Medicina Generale rischia di concentrarsi troppo sugli aspetti numerici: quante ore, quali sedi, quali turni. Ma la vera domanda dovrebbe essere...

Longevità e impatto su sanità e welfare
Longevità e impatto su sanità e welfare

Gentile Direttore, il nostro Paese è sempre più un Paese di anziani. Il deserto demografico evidenziato anche nelle ricerche del CENSIS e ISTAT e da altri Osservatori confermano le dinamiche...