La ristrutturazione del Servizio Sanitario Nazionale: nuovo crocevia Stato–Regione

La ristrutturazione del Servizio Sanitario Nazionale: nuovo crocevia Stato–Regione

La ristrutturazione del Servizio Sanitario Nazionale: nuovo crocevia Stato–Regione

Gentile Direttore, il diritto alla salute è il più importante e il più fragile tra tutti i diritti sociali (da “Pensare la sanità”). Giova ricordare che l’art. 32 della Costituzione italiana tutela la salute come diritto dell’individuo e come interesse della collettività...

Gentile Direttore,
il diritto alla salute è il più importante e il più fragile tra tutti i diritti sociali (da “Pensare la sanità”).
Giova ricordare che l’art. 32 della Costituzione italiana tutela la salute come diritto dell’individuo e come interesse della collettività. L’assistenza sanitaria a presidio di tale diritto non è dunque solo un servizio pubblico a tutela dell’individuo, ma è soprattutto una pietra angolare di coesione sociale e di gestione etica dei beni comuni, con significative ricadute sociali, economiche ed ambientali.

Nonostante la sua duplice valenza e le implicazioni del “prodotto” salute e benessere sull’economia, dal 2013 al 2019, è avvenuto un silenzioso e graduale processo di smantellamento del S.S.N. e del welfare sanitario. Il taglio delle risorse destinate al diritto alla salute nel periodo in questione non ha avuto equivalenti rispetto agli altri settori della spesa pubblica.

Uno smantellamento i cui effetti si sono manifestati col tempo e che stanno mettendo a dura prova la tenuta dell’intero sistema. Si tratta quindi di ricostruire un nuovo S.S.N. peraltro in un contesto di profonda trasformazione della società e delle sue esigenze.

Pur in presenza di massicce risorse destinate negli ultimi anni alla sanità (dal 2019 al 2026 il FSN è cresciuto di circa 29 mld di euro) e di una significativa crescita della spesa sanitaria pubblica (dal 2019 al 2024 si è passati da 117 a 138 mld di euro), le conseguenze dello smantellamento del S.S.N. permangono, poiché in sistemi complessi – come quello sanitario – il solo stanziamento di maggiori risorse finanziarie, a copertura della spesa costituzionalmente necessaria, non è sufficiente.

Fra tutti i diritti sociali, il diritto alla salute è quello che è stato maggiormente decentrato e, pertanto, risente di un “crocevia di due coordinate”: lo Stato che destina le risorse e le Regioni che realizzano – o meglio dovrebbero realizzare – concretamente i sistemi di assistenza e di cura.

Un crocevia che va necessariamente ripensato senza tuttavia sovvertire il riparto delle responsabilità (impositiva e organizzativa) determinato dall’attuale assetto del decentramento sanitario, nel quale coesistono sistemi regionali eccellenti e sistemi incapaci di garantire i LEA.

Non si tratta di operare una riforma del sistema mediante centralizzazione, quanto invece esercitare compiutamente ed energicamente la funzione impositiva sulle questioni patologiche e incancrenite provenienti dal passato: la carenza del personale sanitario, le retribuzioni, la formazione, la riforma della responsabilità medica, la revisione degli attuali metodi di commissariamento, piani di rientro e di esercizio del potere sostitutivo statale, la perequazione delle infrastrutture sanitarie, la revisione dei sistemi di riparto del FSN e l’adozione di nuovi meccanismi di finanziamento basati sui volumi e sugli esiti, la mobilità sanitaria e le sue implicazioni sui bilanci regionali anche in previsione del pieno utilizzo dei nuovi strumenti di sanità digitale che, essendo basati sull’economia delle distanze, potrebbero alimentare fenomeni distorsivi e transumanze di ricchezza.

Antonio Salvatore
Coordinatore del Dipartimento Salute, Sanità e Assistenza di prossimità – ANCI Campania
Vice-presidente della Fondazione Triassi per il management sanitario

17 Febbraio 2026

© Riproduzione riservata

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...