La Sanità che non c’è

La Sanità che non c’è

La Sanità che non c’è

Gentile Direttore,
le racconto, dalla drammatica prospettiva di un familiare di un paziente fragile e non cosciente, una mia personale esperienza. Alcuni mesi fa, contattati dai medici che si prendevano cura del paziente, ci siamo recati in ospedale per rilasciare il consenso all’espletamento di una particolare indagine strumentale; quindi, ci siamo spostati presso il Servizio dove hanno eseguito – mi piace pensare con professionalità “tecnica”, perché della professionalità comunicativa, mi creda, neanche l’ombra – l’esame diagnostico.

Nessuna informazione prima e soprattutto, nessuna informazione dopo l’esame diagnostico da parte del medico specialista responsabile; nemmeno l’acquisizione del consenso informato, somministrato, di fatto contra Legem, da un altro professionista. Ho, in quegli istanti, cercato di capire la realtà che stavo vivendo, osservandola da tre prospettive diverse: quella del genitore del paziente, che riponeva in quell’atto sanitario fiducia e speranza; quella del medico, forse non capace quel giorno di essere empatico e compassionevole nei confronti di quel genitore e del dramma che stava vivendo e, la mia, che da familiare coinvolto sentimentalmente e “osservatore” esterno alla relazione medico-genitore, poteva permettersi una visione d’insieme.

Mancanza di sensibilità? Mi auguro per il professionista di no! Mancanza di tempo? Può darsi, anche se c’eravamo solo noi in sala d’attesa; ma, anche se fosse, possibile che non si trovino due minuti d’orologio da dedicare ai familiari per comunicare l’esito dell’indagine? Il tempo di comunicazione non è considerato tempo di cura? Mancanza di formazione specifica? Sì, trovo ecologico per la mente pensare che sia così; che le lacune in termini di competenze relazionali siano da attribuire al sistema universitario che lo avrebbe (e ci avrebbe) dovuto formare.

Da utente e da professionista del SSN mi piace condividere con i vostri lettori, l’idea di quanto possa essere generativa la formazione in tema di comunicazione efficace in Sanità e di quanto le competenze che ne derivano possano regalarci nuove possibilità. Non possiamo più permetterci una Sanità nella quale la relazione tra il medico e il paziente dipenda dalla sola sensibilità individuale, dobbiamo pensare a percorsi universitari e aziendali che contemplino anche l’insegnamento dei fondamentali della comunicazione. Speriamo che questo mio appello venga ascoltato!

Anche se dall’esperienza vissuta ho come percepito l’ennesima mancanza di rispetto per la dignità umana, “continuo a cercarla la Sanità che non c’è, convinto che chi abbia smesso di farlo, professionisti, manager e decisori politici sono forse ancora più pazzi di me.”

Francesco Sciacca
Utente e professionista del SSN

Francesco Sciacca

14 Novembre 2022

© Riproduzione riservata

L’obbiettivo prioritario dei servizi residenziali di lunga degenza e di vita
L’obbiettivo prioritario dei servizi residenziali di lunga degenza e di vita

Gentile Direttore, In Italia, la sanificazione degli ambienti dedicati alla cura e all’assistenza, come ospedali, RSA e RSD, ma anche altre strutture della rete delle unità d’offerta sociosanitaria come comunità...

Un ricordo di Vincenzo Manigrasso, figura lungimirante e coraggiosa della fisioterapia nazionale
Un ricordo di Vincenzo Manigrasso, figura lungimirante e coraggiosa della fisioterapia nazionale

Gentile Direttore, Venerdì 10 Aprile, dopo un lungo e duro combattimento, a causa di una irreversibile malattia, si è prematuramente spento il dr. Vincenzo Manigrasso, Presidente dell’Ordine della professione sanitaria...

Senza job evaluation il SSN continuerà a perdere valore (e professionisti)
Senza job evaluation il SSN continuerà a perdere valore (e professionisti)

Gentile Direttore,il dibattito sulla crisi del Servizio sanitario nazionale continua a concentrarsi su una soluzione apparentemente semplice: aumentare gli stipendi. È una risposta comprensibile, ma non sufficiente. Perché il problema...

Età della resilienza e salute, verso la One Health
Età della resilienza e salute, verso la One Health

Gentile Direttore, la resilienza è la capacità psicologica o materiale di adattarsi positivamente alle avversità e ai cambiamenti, trasformando le difficoltà in nuove risorse e tornando alla forma originale o ad un...