La tragedia di Corinaldo vista da chi ha prestato i soccorsi

La tragedia di Corinaldo vista da chi ha prestato i soccorsi

La tragedia di Corinaldo vista da chi ha prestato i soccorsi

Gentile direttore,
ogni medico ha le sue paure, i suoi “incubi peggiori”, le situazioni che non vorrebbe mai vivere. Per i medici che lavorano nel sistema dell’emergenza urgenza sono tante, ma tra tutte due sono quelle peggiori: 1. quello di essere chiamati a gestire incidenti seri a ragazzi e bambini; 2. quello di gestire una Maxi- Emergenza è un P.E.I.M.A.F. (Piano Emergenza Interno per Massiccio Afflusso Feriti).
 
Ciascuno di Noi si ricorda e ricorderà per sempre quando ha dovuto assistere un ragazzo, un bambino vittima di un incidente grave o/e ha dovuto gestire un lutto inatteso che ha colpito una famiglia che ha perso un figlio, un nipote o un amico in giovane età.
 
Impossibile arrendersi ad una morte inattesa, noi tutti abbiamo continuato oltre il limite una rianimazione, provato l’impossibile, siamo andati oltre quello che i protocolli impongono, non rassegnandoci alla morte di una così giovane creatura.
 
Ognuno di noi grazie, alle esercitazioni continue, è istruito per poter essere in grado di gestire un afflusso massivo di pazienti, ad applicare il Fast triage, ad imparare a poter scegliere ed agire in condizioni di emergenza e di iperafflusso, ma, seppure esperti e formati, nel nostro cuore speriamo che non debba mai toccarci. E’ come quando in crociera fai le esercitazioni per evacuare la nave: tutti noi preghiamo che non accada quanto successo alla nave Concordia od al Titanic seppure sappiamo che è una possibilità.
 
Ebbene nelle Marche i due peggiori incubi dei medici dell’emergenza si sono avverati entrambi e contestualmente. I colleghi del 118 intervenuti nella discoteca di Corinaldo hanno dovuto soccorrere tanti ragazzi, constatare la morte di altri. I colleghi dell’ospedale in piena notte hanno dovuto curare ed assistere tutti assieme centinaia di ragazzi alcuni gravi, gravissimi. Consolare genitori parenti ed amici. E’ come se fosse affondata una nave che trasportava solo ragazzi!
 
E’ in queste occasioni che il mondo capisce quanto importante sia il nostro lavoro. Quanta forza ci voglia. Quanto coraggio sia necessario.
 
Noi medici della commissione emergenza Anaao vogliamo testimoniare la nostra vicinanza a tutti i colleghi ed operatori sanitari che hanno dovuto affrontare quel dramma, ben sapendo che passata l’adrenalina che li ha visti tanto attivi da domani e per sempre rivivranno nel loro cuore quei momenti caotici e drammatici.
 
Che non saranno mai più le stesse persone che erano.
 
Commissione Emergenza Anaao Assomed

14 Dicembre 2018

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