Le certificazioni Uni e la sanità. Se si violano le norme sulle professioni sanitarie

Le certificazioni Uni e la sanità. Se si violano le norme sulle professioni sanitarie

Le certificazioni Uni e la sanità. Se si violano le norme sulle professioni sanitarie

Gentile direttore,
in questi giorni l’Ente Nazionale di Unificazione (UNI), in applicazione della legge n. 4/2013 sulle professioni non regolamentate, ha definito gli standard di qualità per il Chinesiologo (Laureato in Scienze Motorie), il Naturopata e l’Osteopata. Se per la prima professione non sembra siano state individuate attività che sconfinano in ambito sanitario, merita attenzione quanto si legge sui Naturopati e in particolare sugli Osteopati.
 
Questo perché siamo convinti che queste discipline, per altro non riconosciute in Italia, se intendono operare in ambito sanitario, debbano essere appannaggio delle professioni sanitarie, per le necessarie tutele e responsabilità nei confronti dell’utenza. Perplessità evidenziate anche dal Ministero della Salute che, su queste professioni, avrebbe trasmesso un parere negativo allo stesso Ente di Unificazione.
 
Del resto, visto che la legge n. 4/13 vieta espressamente le attività sanitarie, in quanto devono essere individuate, regolamentate e vigiliate dallo Stato, siamo dell’idea che i requisiti che le identificano rappresentino una palese violazione della norma. Non è forse giunta l’ora che il Parlamento, con pragmatismo, si occupi della corretta ed indispensabile regolamentazione delle medicine non convenzionali?
 
Gianni Melotti e Mauro Gugliucciello
Fisioterapisti

24 Dicembre 2013

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