Le ostetriche a Federsanità: ci siamo anche noi

Le ostetriche a Federsanità: ci siamo anche noi

Le ostetriche a Federsanità: ci siamo anche noi

Gentile direttore,
la presente lettera della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO) nasce dall’esigenza di voler commentare l’articolo pubblicato il 15 dicembre scorso sdal titolo “Covid. Il contributo delle Professioni Sanitarie al cambiamento organizzativo” a firma di Tiziana Frittelli e Lucia Mitello, rispettivamente presidente Federsanità e coordinatrice Forum Professioni sanitarie Federsanità, e condividere delle riflessioni e precisazioni.
 
L’articolo presenta l’evento “La pandemia da Corona Virus: come le Professioni Sanitarie contribuiscono al cambiamento organizzativo” che vede coinvolti, già nel titolo stesso, i diversi professionisti della salute in un webinar che si è svolto il 16 dicembre e ospitato all’interno del “Forum Risk Management 2020 – obiettivo sanità e salute”.
 
Il contributo delle due autrici si apre con una corretta disamina dello “stato di salute” dei sistemi sanitari che sono stati travolti dall’attuale pandemia da Covid-19, coinvolgendo in prima persona i professionisti sanitari che vi lavorano. Sistemi sanitari che, come ben delineato dalle due autrici dell’articolo, si trovavano già da diversi in anni in affanno per politiche non lungimiranti nell’intento di tutelare e promuovere la salute delle cittadine e dei cittadini.
 
Basti pensare ai tagli lineari che si sono susseguiti negli anni e che hanno depauperato il Servizio sanitario di risorse economiche e finanziarie che nella quotidianità si sono tradotti in taglio dei posti letto, nonché di personale sanitario. Senza dimenticare la modifica del Titolo V della Costituzione che di fatto ha istituito venti diversi sistemi sanitari regionali acuendo ancora di più le diseguaglianze nella presa in carico dei pazienti tra le diverse regioni e perfino all’interno dello stesso territorio.
 
Una condizione di estrema precarietà che è esplosa in tutta la sua drammatica pericolosità a seguito proprio della pandemia che ha costretto tutti, dalla politica alle istituzioni preposte, a rivedere e riprogrammare un ambito così cruciale e determinante per la vita del Paese. Il tutto anche in tempi più che rapidi, in una corsa affannosa che cerca ancora oggi di fronteggiare l’avanzata dei contagi e le conseguenze della malattia.
 
Chi paga in prima persona, oltre evidentemente ai cittadini contagiati e ai loro familiari questi ultimi in via indiretta, sono proprio i professionisti sanitari citati nel suddetto articolo e che sono costituiti da tutti coloro che lavorano nel comparto sanità, senza alcuna distinzione, e che stanno continuando a pagare un tributo altissimo nella lotta contro il Covid-19 in termini di decessi e contagi.
 
Eppure, non si comprende il motivo per il quale si continua a cadere nell’imprecisione citando ogni volta una sola professione sanitaria (in questo caso gli infermieri), come se fosse solo questa a portare tutto il peso dell’attuale emergenza. Ovviamente va dato il massimo riconoscimento a chi oggi come ieri, e come domani, sarà accanto ai malati, non curanti del carico di ore di lavoro e nemmeno del rischio di contagio che si affronta. Pur tuttavia non si può incentrare un ragionamento e un confronto dell’attuale emergenza ponendo a unico simbolo e termine di paragone una professione. Questo, al pari dei tagli e dei venti Ssr, crea una discriminazione tra chi lavora nel comparto sanità, nonché una loro ingiusta mortificazione.
 
La FNOPO, in rappresentanza delle 21mila ostetriche italiane, sente il dovere di condividere queste riflessioni affinché venga sempre riconosciuta a tutti i professionisti della sanità la medesima dignità. È una legittima richiesta, a maggior ragione, quando a divulgare notizie sono i cosiddetti “addetti ai lavoro”, cioè coloro che meglio di altri conoscono le condizioni di lavoro e le realtà della sanità.
 
Tutti coloro che operano in sanità stanno cercando di gestire una situazione drammatica, fino a oggi sconosciuta e per la quale manca un riferimento bibliografico e scientifico. Ciascuno sta facendo il proprio dovere, e anche di più, nei diversi setting assistenziali: pronto soccorso, pronto soccorso ostetrico – ginecologico, laboratori diagnostici, UU.OO. di ostetricia e ginecologia, neonatologia, terapia intensiva, rianimazione.
 
Menzionare solo una professione, ignorando sistematicamente le altre, significa operare una discriminazione che non costruisce ponti ma muri che rendono ancora più complesso il dialogo tra le diverse professioni.
 
La FNOPO auspica quindi che d’ora in avanti venga dedicata maggiore attenzione a tutti i professionisti del comparto sanità, dando loro la medesima rilevanza.
 
Federazione Nazionale Ordini Ostetriche

18 Dicembre 2020

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