Liguria. Basta con gli pseudocorsi per educatori

Liguria. Basta con gli pseudocorsi per educatori

Liguria. Basta con gli pseudocorsi per educatori

Gentile Direttore,
succede in Regione Liguria: con i fondi EU viene avviato un percorso formativo per tecnico animatore socio educativo che altro non fa che aggiungere confusione alla molteplicità di titoli che vengono utilizzati impropriamente per ricoprire, nelle strutture socio sanitarie e non solo, la carenza di educatori professionali.

La Regione Liguria con la dgr 203/2014 ha stabilito che chi ha il titolo di “tecnico animatore socio-educativo” è da considerare come “educatore” che può operare nel sistema della residenzialità e semi-residenzialità previsto dalla dgr 862/2011 nel quale ritroviamo le comunità terapeutiche riabilitative per minori e adolescenti, i SEPA, comunità madre bambino, ecc

E’ stabilito per decreto Ministeriale chi è che deve essere considerato educatore e non di certo può farlo una delibera regionale!

In Italia è ormai annoso il problema del doppio canale formativo che si è venuto a creare in sede universitaria perché non si è rispettato quanto dettato dal decreto ministeriale 520/98, creare ulteriori spazi di formazione appare del tutto fuori luogo.

Si legge nel bando che il corso è rivolto ad operatori in servizio “che abbiano operato sulla base di una specifica mansione educativa riconosciuta attraverso il correlativo livello contrattuale o per lo meno esplicitata nel contratto/lettera di incarico”

Peccato che questo corso non dia una risposta definitiva a quegli educatori che operano in carenza di titolo formalmente abilitante ed inoltre produce una situazione di incertezza nelle persone che si rivolgono ai servizi creando un’aspettativa illegittima sulla possibilità che un Attestato di specializzazione IFTS rilasciato a seguito di un corso di 800 ore permetta di erogare prestazioni che sono riservate agli educatori professionali.

Se l'idea era quella di riqualificare il personale in servizio molto più utile sarebbe stato seguire il percorso dell’equivalenza sul quale ANEP sta da tempo sollecitando affinché le Regioni emettano i relativi bandi.

Anep ha tra le prerogative statutarie quella della salvaguardia del percorso formativo dell'educatore e pertanto non può esimersi dal segnalare agli organi preposti quanto sta accadendo.

Maria Rita Venturini
Presidente Nazionale ANEP (Associazione Nazionale Educatori professionali)

27 Marzo 2014

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