Lo ripeto, bisognerebbe pensare a obbligo del vaccino Covid per tutti

Lo ripeto, bisognerebbe pensare a obbligo del vaccino Covid per tutti

Lo ripeto, bisognerebbe pensare a obbligo del vaccino Covid per tutti

Gentile Direttore,
cerco di fornire alcune risposte ai quesiti posti dal Prof. Valiante in merito ad una mia intervista recentemente pubblicata da QS. I dati non provengono solo da Israele ma anche da un recente studio effettuato dal CDC degli Usa su 3.950 lavoratori che in maggioranza avevano ricevuto due dosi del vaccino Pfizer o Moderna.
 
Si è dimostrato che i vaccini a mRNA, a distanza di due settimane dalla somministrazione della seconda dose, prevengono per il 90% la trasmissione del virus e che il vaccino riduce sia le forme asintomatiche che sintomatiche di Sars-CoV-2. La direttrice del Center for Disease Control and Prevention, Dott.ssa Rochelle Walensky, ha in particolare affermato che “vaccinated people do not carry the virus. It’s no just in the clinical trial, but it’s also in real-world data.
 
Non ho letto il lavoro e quindi non conosco la metodologia adottata né sono un accademico, ma se la direttrice di una importantissima istituzione medica americana che si occupa di controllo e prevenzione delle malattie rilascia queste dichiarazioni, la mia tendenza a considerarle veritiere è molto alta proprio per la responsabilità di chi ricopre quel ruolo.
 
Ritornando all’obbligo di vaccinazione, io parto da un presupposto diverso che è quello dell’enorme pressione a cui sono sottoposti gli ospedali anche in questa terza fase pandemica. Siamo a quasi 30.000 ricoveri in area medica Covid e a oltre 3.700 in terapia intensiva. Forse si supereranno i numeri delle ondate precedenti. I Colleghi che operano in prima linea sono allo stremo e già ora sono costretti ad effettuare scelte etiche strazianti come quella del triage inverso.
 
L’avanzare dei malati Covid, inoltre, allontana dalla possibilità di cura molti malati non-Covid. Stiamo preparando la strada ad una seconda epidemia che, prima o poi, presenterà il suo conto salatissimo in termini di ulteriori morbilità e mortalità. L’imperativo è, quindi, arrivare in pochi mesi ad una operatività normale degli Ospedali.
 
Per farlo dobbiamo abbassare gli ingressi. Le due leve che abbiamo a disposizione sono i vaccini e le restrizioni sociali. Nel Regno Unito applicando ambedue gli strumenti sono arrivati a pochissimi morti da Sars-CoV-2 giornalieri, addirittura zero nell’area di Londra alcuni giorni fa, in Italia siamo ancora intorno a 500 e si rischia di salire ulteriormente. Gli studi di popolazione ci dicono che per abbassare la pressione ospedaliera e la mortalità non è necessario raggiungere la cosiddetta immunità di comunità, basta vaccinare tutti gli over 60.
 
Lo dobbiamo fare entro giugno ad ogni costo se vogliamo evitare ulteriori drammi. In ogni caso, il problema dell’obbligo vaccinale si porrà nei prossimi mesi, man mano che la campagna vaccinale andrà avanti. Già ora sono esclusi dalla vaccinazione tutti gli under 16 per mancanza al momento di studi che dimostrino l’efficacia in queste fasce di età.
 
In Gran Bretagna, il recente riscontro di rallentamento importante del calo dei contagi appare legato proprio alla mancata vaccinazione di queste età. In Italia sono circa 10 milioni di cittadini. Se a questi aggiungiamo 10 milioni di no-vax o di persone che manifestano forti perplessità sul vaccino, non raggiungeremo mai l’immunità di comunità e le conseguenze per la collettività potrebbero essere devastanti.
 
In questo contesto non trovo scandaloso l’applicazione, ovviamente mediante una legge nazionale, dell’articolo 32 della Costituzione seconda alinea, in presenza di dati scientifici sempre più probanti.
 
Carlo Palermo
Segretario nazionale Anaao Assomed

02 Aprile 2021

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