Malnutrizione nei pazienti fragili un problema di salute ma anche economico

Malnutrizione nei pazienti fragili un problema di salute ma anche economico

Malnutrizione nei pazienti fragili un problema di salute ma anche economico

Gentile Direttore,
nel nostro Paese il rischio di malnutrizione nei pazienti ospedalieri è stimato al 49% e al 69% in quelli in assistenza a lungo termine. Nei bambini, la sua prevalenza è compresa tra il 25% (ospedale) e il 30% (patologie croniche). Gli effetti economici annuali attribuibili alla malnutrizione correlata ad altre patologie sul sistema sanitario italiano superano 10 miliardi di Euro nell’analisi del caso base, con la stima più ottimistica che supera ancora i 2,5 miliardi di Euro.

Questi i dati tutt’altro che confortanti, che emergono da una studio pubblicato su Nutrition nell’aprile di quest’anno ed evidenziano l’influenza di una mancata o insufficiente risposta a un bisogno fondamentale nei pazienti fragili, l’alimentazione appunto, sia in termini di qualità di vita, che di risorse economiche erose a un sistema quello sanitario che conta su risorse che non sono infinite.

Per una inversione di rotta, dunque, nella prevenzione e nella gestione della malnutrizione nei pazienti fragili, la chiave di volta è l’attenzione al bisogno di alimentazione considerando non solo e strettamente l’aspetto nutrizionale ma anche quello psico-sociale e relazionale entrambi correlati alla soddisfazione di questo bisogno.

È questo, che ha sottolineato con enfasi il Dr Milko Zanini, Ricercatore del Dipartimento Scienze della Salute – DiSSal Scuola di Scienze Mediche e Farmaceutiche Università degli Studi di Genova, in una recente intervista rilasciata a “L’Infermiere Online”.

Il governo dell’assunzione giornaliera degli alimenti e l’attenzione a tutto tondo a questo bisogno, sottolinea Zanini, consente di migliorare la salute nutrizionale delle persone fragili e quindi di favorirne il benessere e il miglioramento oltre che la guarigione della patologia correlata alla malnutrizione e le complicanze conseguenti.

Non solo, a fare la differenza concorre anche l’educazione del paziente e della sua famiglia a una corretta alimentazione perché, come dice T. Colin Campbell biochimico nutrizionista statunitense “una buona alimentazione crea salute in tutti gli ambiti della nostra esistenza. Tutte le parti sono interconnesse”

Marina Vanzetta

L’Infermiere Online

16 Ottobre 2023

© Riproduzione riservata

Fenomeno dei gettonisti: un miliardo di euro bruciato. Noi lo diciamo da anni
Fenomeno dei gettonisti: un miliardo di euro bruciato. Noi lo diciamo da anni

Gentile Direttore, ol dico senza mezzi termini: il rapporto Anac sui medici gettonisti non mi sorprende. Non sorprende nessuno di noi. È la fotografia di un disastro che la dirigenza...

Formazione specialistica: un’altra strada rispetto all’immobilismo del governo Meloni
Formazione specialistica: un’altra strada rispetto all’immobilismo del governo Meloni

Gentle direttore,sulla riforma della formazione specialistica dei medici, le proposte che il Partito Democratico sta portando avanti nelle aule parlamentari trovano oggi una convergenza importante: la piattaforma presentata da ANAAO...

Acn, firmare o non firmare è questo il problema?
Acn, firmare o non firmare è questo il problema?

Gentile Direttore, per garantire l’operatività delle 1038 Case di Comunità entro la scadenza del 30 giugno è necessario tenere insieme almeno tre principali esigenze: la sostenibilità del lavoro dei medici...

Note per una riforma del Ssn
Note per una riforma del Ssn

Gentile Direttore,sono trascorsi quasi 50 anni dall’istituzione del S.S.N. (Legge 833/78) in applicazione del diritto costituzionale. I principi contenuti nella legge di riforma sono applicativi della Costituzione, in quanto tali...