Massofisioterapisti “post ’99”. Le cose ancora da chiarire

Massofisioterapisti “post ’99”. Le cose ancora da chiarire

Massofisioterapisti “post ’99”. Le cose ancora da chiarire

Gentile Direttore,
da ieri, 1° luglio, vale una regola chiara: chi non ha fatto domanda d'iscrizione ad un elenco speciale è definitivamente fuori dal campo sanitario. Gli Ordini, per parte loro, hanno ancora tempo per processare le domande e per validare le adesioni pervenute, ma, si può dire che i cittadini potranno finalmente tutelarsi, ed essere tutelati, da un abusivismo che, in campo sanitario, è spesso subdolo e pericoloso.
 
Di particolare interesse è l'elenco speciale dei massofisioterapisti in cui i titoli, conseguiti dopo il 1999, non potranno usufruire di una eventuale riapertura dei termini per l’equivalenza ed essere quindi ricondotti alla professione del Fisioterapista. Titoli, questi, di dubbia collocazione che il Legislatore ha deciso di porre ad esaurimento in un recinto ben delimitato.
 
In realtà il massofisioterapista post ‘99 non è una figura catalogabile né tra le professioni sanitarie, né tra le arti ausiliarie, né come operatore di interesse sanitario, categoria, questa, ipotizzata da alcuni tribunali che “ad escludendum” la collocano in questa fattispecie. Sono qualcosa di anomalo e di “speciale”.
 
Anche il Ministero delle Finanze (vedi nota Agenzia delle Entrate) lo intuisce quando in un suo recente parere, che scatenerà inevitabili polemiche, rende le loro prestazioni detraibili, in quanto sanitarie, ma soggette ad IVA in quanto “categoria” non compresa tra quelle esenti.
 
Ci sono, a mio modo di vedere, alcuni punti fermi di questa complicata vicenda: questi operatori fanno una attività sanitaria ma non sono riconducibili a nessuna specifica professione sanitaria, se non in senso lato o per consuetudine e non potranno svolgere le attività riservate alle professioni sanitarie già normate.
 
A questo punto sarà necessario che il Ministero della Salute e l’Ordine di riferimento, definiscano, a tutela loro e dei cittadini, che cosa possono fare e in quale modalità possono operare.
 
Finalmente si sta chiudendo il cerchio anche su questa vicenda che meriterà di essere narrata e ricordata dai cantastorie come tipica e particolare di questo “belpaese”.
 
Mauro Gugliucciello
Fisioterapista

02 Luglio 2020

© Riproduzione riservata

Salute mentale, un diritto a geografia variabile. Servono risorse, dati e una regia nazionale
Salute mentale, un diritto a geografia variabile. Servono risorse, dati e una regia nazionale

Gentile Direttore,il Rapporto 2026 della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica sulla qualità dell'assistenza per la salute mentale in Italia conferma quello che operatori, pazienti e familiari sperimentano ogni giorno: nel...

La sanità non si misura soltanto in miliardi
La sanità non si misura soltanto in miliardi

Gentile Direttore, l’incremento delle risorse si trasforma davvero in una maggiore capacità di produrre salute? Ogni volta che si dibatte in merito al finanziamento del servizio sanitario pubblico, a mio...

Professioni sanitarie: quando il valore del lavoro resta fuori dai conti
Professioni sanitarie: quando il valore del lavoro resta fuori dai conti

Gentile Direttore, 1.111 milioni di euro annui proposti per l’adeguamento retributivo degli infermieri. È una delle cifre più rilevanti contenute nella bozza del Coordinamento tecnico della Commissione Salute per la...

Direttori generali, una proroga che interroga il modello di governance e rischia di rinviare l’innovazione
Direttori generali, una proroga che interroga il modello di governance e rischia di rinviare l’innovazione

Gentile Direttore, il Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva con voto di fiducia, la conversione in legge del DL 7 agosto 2026 n°144.  La proroga prevista dall’art. 4,...